Il Coronavirus ha scompigliato anche tutti i calendari sportivi. Il mondiale Superbike ha fatto in tempo a disputare solo la prima gara a Phillip Island e dopo vari annullamenti e riposizionamenti, ora la prossima gare in calendario è rimasta quella dell'8-10 maggio a Imola.

 “Siamo in mezzo ad un bel casino, del tutto inaspettato”, ci dice Lucio Pedercini, team owner dell’Outdo Kawasaki TPR, che raggiungiamo telefonicamente.

Quarantena e stagione


Come stai passando la quarantena?

Sono a casa con la famiglia: mia moglie i miei tre figli: uno ha quasi 19 anni l’altro quasi 17 e sono già un po’ più indipendenti, il piccolino ne ha 10 e giochiamo spesso assieme. Mi ritengo fortunato perché ho un cortiletto, dove parcheggio i camion, e un giardino davanti a casa, non sono chiuso in un appartamento”, ci racconta.

“Stiamo vivendo un po’ alla giornata, aspettando buone notizie. In questi giorni che sei a casa non puoi far tanto: i nostri fornitori sono chiusi, e non possono lavorare. Si può solo pensare a qualche idea nuova”.

Cosa prevedi per il campionato di quest’anno?

“Quando partirà, saremo pronti a fare tutte le gare, anche se ci sarà da tribolare per far coincidere le date. Il mondiale Superbike aveva una gara al mese, la MotoGP ne fa due se non tre al mese: se pure dovessimo partire a luglio potremmo fare anche tre gare al mese, se gli organizzatori ci aiuteranno con la logistica, ovvero senza grosse distanze fra le varie tappe. Il tempo per recuperare c’è, la cosa importante è non mettere a rischio niente e nessuno”.

Il vero inizio in Europa


Prima dello stop per il Coronavirus quali erano le tue aspettative per la stagione?

“Non avevamo fatto nessun test, perché la squadra l’abbiamo messa in piedi all’ultimo… Alcuni meccanici li abbiamo conosciuti nello scalo a Dubai mentre andavamo a Phillip Island. Ma con il nono posto in gara 2 di Sandro (Cortese, ndr) che non aveva potuto provare, dobbiamo essere super soddisfatti. Sapevamo di avere una buona base, dalla quale partire per migliorarci, ma siamo andati sopra le aspettative. L’idea iniziale era quella di fare le gare in Australia e in Qatar per affiatarci come team, e poi iniziare veramente il campionato in Europa”.

Sandro Cortese si è adattato rapidamente alla moto e al team...

“Dai test alla gara ha cambiato stile, del resto è un professionista, un due volte campione del mondo. Noi d’altra parte abbiamo fatto un mezzo miracolo a mettere in piedi la moto: è stato un risultato di squadra, da me al capomeccanico, dall’elettronico, al pilota. Ricordiamo che era saltato tutto prima di Natale (per la mancanza improvvisa dello sponsor principale) e che fino al 10 gennaio non ci siamo potuti muovere perché erano tutti chiusi. Poi l’accordo è arrivato una settimana prima di partire per l’Australia. Dobbiamo ancora riuscire a trovare quello che manca per chiudere il budget, ma non siamo lontani. Certo, ora dobbiamo vedere quante gare faremo”.  

Il campionato invernale


Gira l’idea di fare un campionato invernale quest’anno ma anche i prossimi. Cosa ne pensi?

“Secondo me con la Superbike non siamo pronti a questo: nei mesi di novembre, dicembre e gennaio non puoi fare gare in Europa, forse solo in Spagna, le altre devi farle extra Europa ma noi al momento ne abbiamo solo tre, diversamente dalla MotoGP. Se si dovessero aumentare le gare extraeuropee allora sì, non ci sarebbe nessun problema da parte mia e del team, ma devono esserci le condizioni. Ma per ora la prima cosa è la salute, poi tornare a correre e far quadrare i conti!”

E Sandro Cortese, dov’è adesso?

“Sandro sta facendo la quarantesa a casa, con la morosa che fa l’infermiera. Si sta allenando tanto con la bici a casa, ma certo non è lo stesso che in moto... e ovviamente non vede l’ora di risalire in sella”.

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