Dopo un primo ‘assaggio’ di mondiale Superbike a Phillip Island, l’emergenza sanitaria del Coronavirus ha interrotto bruscamente qualsiasi attività. Ora, in quasi ogni parte del mondo, tutti siamo in attesa di ripartire sotto tutti gli aspetti, non solo sportivi. Ma nessuno sa dire quando si potrà tornare alla normalità. O almeno avvicinarcisi.

“Impossibile fare previsioni”


In questo contesto quali sono i pensieri di Serafino Foti, team manager della squadra ufficiale di Ducati in Superbike? Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua casa di Bologna, dove si è trasferito sei anni fa da Torino con la famiglia, per essere più vicino a Ducati.

“Al di là del nostro pensiero, sono convinto che la Dorna è sul pezzo e farà quello che è possibile fare - ci dice Serafino Foti. - Magari uno può dire ‘è sbagliato’ o ‘è giusto’, ma le decisioni saranno prese anche in base alle limitazioni dei Governi. Proporre una soluzione è impossibile adesso, perché il problema è in continua evoluzione.

"Ho fiducia che chi organizza il campionato cercherà di fare di fare le cose nel miglior modo possibile, considerando la situazione globale”.

Insomma, prevedi tempistiche lunghe.

“Non credo che in tre mesi sparisca tutto. Penso alle frontiere: bisognerà vedere se i vari Governi saranno in grado di farci viaggiare. Quando potremo tornare a spostarci da un Continente all’altro? Chi può dire come sarà la situazione a luglio o agosto?”

“Non dobbiamo mettere limiti”


Cosa pensi dell’idea di un campionato invernale, eventualmente anche negli anni a venire?

“Meglio essere focalizzati sul presente, perché quando usciremo da questo problema ce ne saranno da affrontare altri. Certo, ci saranno dei cambiamenti, bisognerà essere aperti ad ogni tipo di soluzione per ripartire. Ad oggi l’idea del campionato invernale in vista delle prossime stagioni è troppo in là: dobbiamo pensare prima a risolvere questo problema, se ci riusciamo. Non ci sarà da scartare a priori nessuna ipotesi, altrimenti il limite diventeremmo noi”.

“Chaz tornerà quello di due anni fa”


Parlando dell’aspetto sportivo, come valuti l’inizio del campionato per Ducati?

E’ stato molto positivo: Scott (Redding, ndr) è arrivato tre volte terzo, ma a pochi millesimi dalla vittoria, e in quelle fasi puoi vincere o perdere in un attimo. Sè giocato la vittoria fino all’ultimo, quindi direi che l’inizio non è stato sotto le aspettative.

"Chaz (Davies, ndr) ha avuto qualche difficoltà sabato, ma già domenica ha concluso quinto lottando con i migliori. Considerando che è una pista che non gli è piaciuta ci lascia ben sperare per le prossime gare, se e quando si potranno fare. Sarà competitivo. Non è un mistero che Chaz ha fatto fatica il primo anno con la Panigale V4R ma da metà 2019 in poi è stato sempre in linea con risultati di Bautista, ha fatto dei podi in Qatar, ha vinto a Laguna Seca. Siamo fiduciosi che potrà tornare ad essere quello che era due anni fa: l’antagonista principale di Jonathan Rea”.

“Il potenziale di tutti non l’abbiamo ancora visto”


Lowes così competitivo fin da subito ve lo aspettavate?

“Lowes è un pilota di livello e comunque va detto che quella dell’Australia è sempre una gara un po’ particolare, determinata molto dalla temperatura dell’asfalto e dall’usura della gomme, infatti, abbiamo sempre visto gare molto veloci alternarsi a gare molto lente. Senza nulla togliere alla vittoria di Lowes comunque strameritata, quella gara in sé, vuol dire poco, bisogna valutare le prestazioni in tutto l’arco del campionato. Alla prima gara il vero potenziale di tutti non l’abbiamo ancora visto”.

La quarantena di Redding e Davies


Come stanno trascorrendo questi giorni di 'lockdown' Redding e Davies?

“Anche loro sono costretti ad allenarsi da casa ma soprattutto credo sia difficile mantenere la stessa concentrazione di quando hai una gara dietro d’altra: in quel caso hai degli obiettivi, ti alleni per qualcosa che ti sta per succedere in due settimane. Al di là all’allenamento fisico, che a quello riescono a sopperire, manca l’allenamento con le moto, perché loro si allenano con il cross e il motard, ma soprattutto per un pilota è difficile mantenere alta la concentrazione in tanti mesi di stop.

"Noi ci sentiamo costantemente e stiamo provando a rimanere positivi per tornare operativi il prima possibile”, conclude Serafino Foti.

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