In diretta dal suo profilo Instagram, Chaz Davies ha risposto - previa chiacchierata video con l’intervistatore - alle tante e diverse domande dei follower.

Quarantena


Il pilota gallese del team Ducati Aruba si è dimostrato, come sempre, disponibile e simpatico. La quarantena è da lui affrontata nel migliore dei modi:Si tratta di una situazione per tutti noi imprevedibile, incredibile - ha detto il numero 7 - io rimango chiuso in casa e rispetto la quarantena imposta. Attendo che tutto torni alla normalità, sperando che avvenga presto. Devo dire che dai problemi nascono le opportunità: ovviamente, abituato a viaggiare, uscire, allenarmi all’aperto ed essere sempre in giro, ho dovuto riorganizzare il mio stile di vita. Ho allestito una palestra in casa, provo ad impegnarmi per rimanere tonico ed allenato. Ah, inoltre adesso posso prendermi cura delle mie moto, per esempio qui ho la Ducati Multistrada che ogni tanto uso. Trascorro anche molto tempo con il mio cane, un vero amico.

Quarantena: Rea e la pista da ciclocross casalinga - VIDEO

Per il corridore SBK, non solo allenamenti e pensieri per le moto: “Nel frattempo mi sto dilettando nel suonare la batteria - continua - uno strumento musicale che apprezzo molto. Ovviamente, ho bisogno di esercitarmi per ore ogni giorno e sarebbe bello costituire una band nel paddock. So che Eugene Laverty stia suonando la chitarra, avremmo bisogno ora di un bassista. Chi canta? Penso che Tom Sykes se la caverebbe bene”.

Compagni e avversari


Poi, solleticato dai tifosi, Davies parla delle gare:Cosa penso di Razgatlioglu? Toprak è un pilota forte, un grande talento, e lo si era capito già da tempo. Nelle stagioni scorse è cresciuto parecchio, adesso lui è in factory team, è veloce e credo che lo sarà molto spesso. Mi chiedete quale sia il rivale più duro da battere? Tutti i ragazzi sono super veloci, non so quale sarà il pilota da battere quest’anno”.

La domanda - epocale - riguarda quello che i britannici chiamano “team mate”, il compagno di squadra. A Chaz viene chiesto quale sia stato il migliore ed il... peggiore:Sto apprezzando molto Scott Redding, anche se è presto per dirlo, magari è lui il miglior compagno di squadra che abbia avuto. Lo vedremo più avanti di gara in gara (ride). Il peggiore? Non saprei, ne ricordo diversi (ride nuovamente). A parte gli scherzi, ho avuto la fortuna di correre a fianco di Giugliano, Melandri, Bautista... gli ultimi tre compagni di garage. Ognuno di loro deteneva una propria caratteristica, io andavo d’accordo con tutti”.

Redding e Davies, sdraiati… dalle risate

Un follower gli chiede quale sia il talento più interessante nel panorama delle derivati di serie e Chaz risponde così:Penso che sia lo spagnolo Manuel Gonzalez. Lui ha vinto il mondiale 300, conquistando gare in diverse modalità, con cervello e tattica, adattandosi alle situazioni e affrontando gli avversari e battendoli. Ora ha fatto il salto nella 600, in Australia è andato bene e vedremo se saprà adattarsi presto al raddoppio della cilindrata. Io dico che ce la farà, gli serve tempo e vedrete che arriverà”.

Piste e Ducati


Un appassionato vuole sapere quale sia la pista preferita dal gallese:Probabilmente Laguna Seca, una pista old style, nella quale ho sempre potuto esprimere il mio potenziale in sella. Ce ne sarebbero altre che mi piacciono, ma il tracciato californiano resta il mio favorito”. Mentre un altro vuole la descrizione on board di Donington Park: “Wow, mica facile. La prima curva Red Gate, non è semplice da affrontate, sebbene sia piatta e priva di pendenze. Poi si va giù forte, e in quella serie di pieghe conviene mantenere linee precise, altrimenti si vola fuori. Ci sono poi frenate da fare in salita e ripartenze violente, attenzione al salto dopo il ponte e la immissione nella esse Fogarty. I due tornantini sono lenti, nei quali è importante frenare forte. Si possono effettuare molti sorpassi”.

La prossima domanda arriva da un sostenitore forse distratto, perché alla questione Chaz ha risposto migliaia di volte. Ma nemmeno a sto giro, il britannico si sottrae:Vuoi sapere cosa cambia tra le Ducati V2 e V4? Sono veramente differenti tra loro. La V4 è estrema, veramente da corsa. Quando la provai la prima volta, dovetti rivedere ogni mia abitudine in sella, perché il comportamento della moto quattro cilindri è parecchio diverso da quello della bicilindrica. Non è stato semplice adattarmi al cambio di moto, le velocità in curva tra le due è cambiata, come altre caratteristiche”.

Un utente malizioso domanda se il ducatista abbia voglia di invitare a cena Johnny Rea e famiglia, ricevendo tale risposta: “Il punto è che adesso non posso invitare a cena nessuno, purtroppo, Non potrò ospitare nessuno per un po’ di tempo, data la strana situazione”.

Aruba Racing, Foti: “È presto per parlare di calendari”