Michael Ruben Rinaldi, in quarantena come tutti gli altri piloti Superbike e quindi costretto ad uno “stop” forzato, ha parlato al sito Worldsbk.com di ciò che si aspetta da questa stagione 2020, non appena ripartirà.

Dopo la prima gara che si è svolta a Phillip Island, il pilota italiano passato quest'anno al team Go Eleven, ma sempre in sella alla Ducati, ha spiegato che i dati di riferimento da sfruttare potrebbero essere quelli di Alvaro Bautista, seppur andato via dalla Casa di Borgo Panigale per approdare alla Honda.

“Al team mi trovo bene”


Il 25enne romagnolo, per prima cosa, ha raccontato quello che è stato il suo weekend a Phillip Island, dove ha ottenuto il decimo piazzamento il Gara 1, il nono in Superpole Race, mentre non si è classificato in Gara 2.

In più, ha parlato anche di un buon adattamento con il team: “Il gruppo è fantastico - ha detto - e lavoriamo davvero alla grande. In Australia nel corso di Gara 2 eravamo lì e avevamo il passo dei primi cinque ma purtroppo Leon Haslam ha avuto un problema con la moto, mi ha toccato e siamo caduti. Sappiamo di avere un grande potenziale, la moto e la squadra sono molto valide e quindi ho tutto quello che serve per provare a fare del mio meglio”. 

“Bautista più simile a me”


Per la stagione 2020, quindi, la sua strategia è quella di confrontare i propri dati con l'ex pilota Ducati Alvaro Bautista: ”Ho la fortuna di poter vedere i dati delle moto ufficiali - prosegue - noi facciamo il lavoro che dobbiamo fare ma si tratta di un ottimo punto di riferimento quando ci troviamo in difficoltà. Se mi serve qualcosa guardo la telemetria dell'anno scorso di Alvaro Bautista dato che la moto è più o meno la stessa. Io e lui siamo simili. Non mi focalizzo sugli altri dal momento che le loro moto sono diverse dalle nostre. Inoltre Scott Redding pesa 20 kg in più rispetto a me e Chaz Davies 15. Ecco perché non è la stessa cosa”.

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