SBK 2000: a Phillip Island la caduta decisiva di Fogarty

SBK 2000: a Phillip Island la caduta decisiva di Fogarty

Il 23 aprile di venti anni fa dopo un secondo posto in gara1, il  quattro volte iridato si fratturava la spalla sinistra in Australia. Fu la sua ultima gara

 

23 aprile 2020

Non più tardi di tre giorni fa Carl Fogarty ha postato sul suo profilo social un video scherzoso nel quale combatte la noia del lockdown da Coronavirus danzando sulle scale di casa travestito da Joker. Un video, tra l’altro, diventato virale, con quasi 500.000 visualizzazioni, più di 5.000 condivisioni e quasi 10.000 like.

Il giorno di San Giorgio


Ormai da tanto tempo Carl Fogary ha ritrovato il sorriso, ma venti anni fa come oggi Foggy incappava in una caduta che avrebbe messo fine prematuramente alla sua carriera. Il britannico, classe 1965, non aveva ancora compiuto 35 anni quando è finito a terra sulla pista di Phillip Island, durante gara2, procurandosi una brutta frattura all’omero sinistro.

Lo ricorda lo stesso Carl, attraverso il suo profilo Facebook:Buon San Giorgio a tutti! E’ ironico che tutto finì per me proprio in questa giornata fra tutti i giorni, 20 anni fa in Australia”

Con queste parole Carl Fogarty conferma quanto il motociclismo agonistico fosse ‘tutto’ per lui. E per chi non lo sapesse, ricordiamo che non c’è giorno più inglese di San Giorgio, appunto il 23 aprile: George è il nome del padre della regina Elisabetta e di altri cinque sovrani, e Giorgio è il Santo Patrono d’Inghilterra. La leggenda narra che uccise un drago, e da allora è simbolo del trionfo del bene sul male.

Fogarty posta la foto che vi proponiamo in apertura, dove è in un giro d’onore, proprio con la bandiera di San Giorgio: la croce rossa su campo bianco, i colori che il Papa aveva affidato all’Inghilterra (e a Genova) durante le crociate.

La gara

Per chi guardò quella gara quelle immagini sono rimaste indelebili: furono, tra l’altro, momenti di paura, perché il Re – allora era il pilota più vincente di sempre nel mondiale Superbike – rimase a lungo immobile nell’erba dopo un tremendo urto contro le barriere: un muro di gomme di auto riempite di terra. Un ostacolo che lo avrebbe potuto uccidere. Molti si chiesero successivamente perché non fossero coperte dall’air-dence.

Le immagini della TV in diretta avevano mostrato l’on board dalla moto di Fogarty che urtava accidentalmente un altro pilota, l’austriaco Robert Ulm, mentre rimontava da una brutta partenza, e con la complicità della pista umida.

King Carl abbandonò la scena in barella. Fu portato subito in ospedale a Melbourne e l’esito della TAC escluse compromissioni al rachide cervicale. La prognosi, allora, fu di almeno un mese e mezzo di stop.

Quarantena: Carl Fogarty diventa il Joker - VIDEO

Il ritiro. E il sollievo


Per la Ducati fu un duro colpo, perché si capì subito che Carl non avrebbe potuto puntare al quinto titolo mondiale, viste le assenza forzate. Però si pensava ad un suo possibile rientro in occasione del round di Germania a Hockenheim, il 4 giugno. Invece ‘Foggy’ non è più tornato a correre nel mondiale Superbike.

“Non ricordo nulla di quella caduta, persi immediatamente conoscenza”, rivelò tempo dopo Carl Fogarty. “Ho provato a tornare in forma per un po' ma in un angolo della mia mente sapevo che era tutto finito. E il mio feeling fu contrario a quello che mi ero sempre aspettato.

"Mi sentii sollevato sapendo che era tutto finito: la pressione e le aspettative, la folla e la TV. Mi sentivo male ogni domenica mattina sapendo che tutti si aspettavano che vincessi. Spensi la TV e per molto tempo non pensai più alle corse”.

Il suo rientro in circuito fu infatti nel 2003, quando diventò team manager di una squadra creata da lui, portando in pista la Petronas FP1. Ma quella è un'altra storia.

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