In odor di Imola (le derivate di serie avrebbero dovuto sfidarsi al Santerno nel weekend scorso) è facile ricordarsi della doppietta centrata da Regis Laconi nel 2004, stagione in cui il francese correva per il team Ducati Fila ufficiale.

Suo compagno di squadra, l’inglese James Toseland; tra i due vigeva grande rispetto, anche se il numero 55 ed il 52, in effetti, non hanno mai palesato chissà quale fratellanza.

Si arrivò in autunno all’Enzo e Dino Ferrari con il titolo mondiale SBK ancora da assegnare, quindi, decisivi - o quasi - sarebbero stati i risultati delle due manche. Regis fece tutto bene, anche pensando all’ultimo round da affrontare a casa sua, Magny - Cours.

Tuttavia, vincere entrambe le manche di Imola non gli fu sufficiente, perché in Francia Toseland divenne campione del mondo.

Gara 1, Laconi su Vermeulen e Toseland


La 999 andava forte e Regis sapeva spremerne ogni cavallo. La 2004 era la prima annata contraddistinta dalla fornitura unica di pneumatici Pirelli, perciò, ogni pilota aveva - perlomeno parlando di gomme - la medesima opportunità di ben figurare.

Si lavorava sugli assetti e, nella peggiore delle ipotesi, si “remava” nel finale di gara. Nei 21 giri della prima frazione, lo spettacolo offerto da Laconi. Vermeulen, Toseland e Haga si risolse a favor del francese mezzo sardo Ducati, che tagliò il traguardo in testa, con un vantaggio sulla Honda gialla dell’australiano di un secondo e poco più. Sul terzo gradino Toseland, mica tanto contento di averle prese dal compagno di squadra. I toni della sfida salirono e si aspettava Gara due.

Il passaggio di Bussei a Vermeulen


Durante il giro di ricognizione che precedeva il secondo scatto, la CBR 1000 RR del team Ten Kate si inchiodò, sparando in aria il povero Chris. Dopo la violenta botta sull’asfalto, l’australiano fu affiancato da una Ducati nera numero 200: “Mi scusi, tutto bene era Giovanni Bussei.

Vermeulen ribadì: “Eh, insomma, si tira avanti”.

- Senta, ha bisogno di un passaggio? Dove è diretto?

“Mah, in realtà dovrei tornare ai box. Lei passa da quelle parti?”

- Guardi, stavo giusto andando in quella direzione. Se vuole accomodarsi...

E fu in quel modo che Giovanni, nobile come la famiglia di provenienza, “scarrozzò” il rivale sino alla pit lane, concedendogli la ripartenza per la gara in programma. L’applauso del pubblico scrosciò per interi minuti.

Doppietta di Laconi, ma Toseland...


Regis era determinato. Sempre al limite la sua 999, in staccata ed in accelerazione. Quando era a posto, il francese non si batteva. Davvero.

In quel di Imola a postissimo lui era, dimostrando grinta e voglia di vincere. A metà corsa, un tremendo scivolone di Haga - avvenuto appena prima della Piratella - spaventò Laconi e Toseland, che sfiorarono il giapponese, poi per fortuna rialzatosi senza danni.

L’affare era tra i compagni di garage. L’ultimo passaggio contò diversi sorpassi, sino alla foto che vedete qui nel pezzo. Per un niente, Regis regolò James, siglando un bix imolese micidiale.

Sembrava (quasi) fatta per Laconi, dato che il round finale si sarebbe dovuto disputare in Francia. Sembrava, appunto. Perché a Magny - Cours, la freddezza del britannico ebbe le meglio sulla impulsività del transalpino. Il titolo andò al pianista - pilota - cantante, e fu il primo alloro di due in carriera.

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