La presenza di Sandro Cortese è stato uno degli ultimi piloti ad iscriversi al campionato mondiale Superbike 2020: il tedesco due volte campione del mondo ha concretizzato l’accordo con Lucio Pedercini a metà febbraio, ma Sandro Cortese si è adattato in fretta alla nuova moto, centrando il nono posto in gara2 a Phillip Island con la Kawasaki del team Outdo TPR.

“Mai così tardi”


“Ho avuto tante stagioni difficili, senza un posto oppure con un arrivo avvenuto molto tardi”, ha detto Cortese in un’intervista in diretta sulla pagina Instagram del mondiale SBK. “Mai come quest’anno sono arrivato così tardi a far parte di una squadra. Infatti ho trovato una moto con cui gareggiare a sole due settimane dal via della stagione.

“Sono volato in Australia e non conoscevo nessuno della squadra”, racconta Cortese. “Prima di quella occasione non avevo mai incontrato i meccanici e non avevo mai guidato una Kawasaki. Ho avuto l’opportunità solo di fare qualche ora di test prima della gara inaugurale sulla pista di Phillip Island”.

Un inverno "difficile"


Penso che sia stato uno dei momenti più difficili che abbia mai avuto dato che l’anno scorso il mio primo anno nel World Superbike si è chiuso molto bene”, ha aggiunto Sandro Cortese. “Poi però sono successe diverse cose e mi sono operato alla spalla. Non sono riuscito a fare nulla per due mesi dato che è stato un intervento abbastanza complicato. Poi c'è stato un mese di riabilitazione e quindi per tre mesi non ho potuto allenarmi in pista o in palestra arrivando così a Phillip Island con una squadra del tutto nuova. È stato tutto abbastanza difficile.

Credo tanto nella squadra e penso che Kawasaki abbia davvero un gran potenziale. È un peccato essere arrivati così tardi e ritengo che avremmo bisogno di ancora alcuni test per capire a fondo la Kawasaki, per mostrare il reale potenziale della squadra e di quello che potremmo effettivamente fare insieme”, ha aggiunto.

“Ho cambiato stile di guida”


Nel 2019 Sandro Cortese ha guidato una Yamaha YZF-R1 prima di passare alla Kawasaki ZX-10RR per questo 2020. Due moto molto diverse tra loro, che hanno richiesto un cambiamento nello stile di guida, come ha raccontato il pilota tedesco.

 “Per quanto riguarda l’aspetto del motore sono abbastanza simili. Sono molti dolci quando apri il gas, non hai mai la sensazione di potenza aggressiva da parte del motore”, ha spiegato Cortese.

“Ci sono differenze abbastanza grosse per quanto riguarda il telaio. Ho dovuto cambiare molto il mio stile di guida quando sono passato da Yamaha a Kawasaki. Con Yamaha è necessario essere molto dolci e fare le curve ad alta velocità. Con Kawasaki devi frenare molto forte, devi essere molto lento a metà curva per poi accelerare forte in fase di uscita”, ha detto Cortese.

Cosa manca


Da due volte campione del mondo, Sandro Cortese si è adattato velocemente alla nuova moto e alla nuova squadra, ma ci sono alcuni step per i quali serve necessariamente macinare chilometri in pista.

Dopo alcuni giri ho capito la moto ma mi mancava l’esperienza collegata a questa moto come ad esempio il comportamento delle gomme Pirelli nel corso della gara quando tendono a perdere aderenza oltre a come preparare la Kawasaki in vista di gare lunghe.

“L’anno scorso per il GRT Yamaha SBK Junior Team era stato il primo nella classe Superbike. I meccanici e gli ingegneri da tanti anni sono presenti in Superbike ma era una squadra del tutto nuova e anche nel mio caso - da debuttante - ci sono stati momenti difficili”, conclude Sandro Cortese.

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