Dopo "il suo compare" Gianluca Nannelli, è stato Marco Melandri a essere ospite del nostro Scatto Sprint, in cui ha parlato al Direttore Federico Porrozzi, a Giovanni Di Pillo e a Fabrizio Porrozzi, degli impegni con la sua "VIP Experience" e l'E-enduro e, soprattutto, degli anni trascorsi in Superbike, dove ha corso con Yamaha, BMW, Aprilia e Ducati.

Un'avventura iniziata nel 2011, con il podio centrato dal ravennate a Phillip Island, nel suo primo round tra le derivate di serie.

Il 2011 è il tuo anno d'esordio nelle derivate con la Yamaha, in cui hai fatto podio al primo round, quattro vittorie stagionali e sei stato in quell'anno l'ultimo a resistere alla cavalcata di Carlos Checa verso il titolo. Che cosa ti ricordi di quell'anno e, soprattutto, di quell'esordio con questo tipo di moto?

"Eh, è stato un anno bellissimo - ricorda 'Macio' - La prima gara fu davvero difficile, perché mi operai alla cuffia dei rotatori, ai tendini della spalla, il 23 dicembre. Correre il 23 febbraio è stato veramente, veramente, difficile. Ho fatto due mesi tosti. Poi, subito al secondo round, vinsi la mia prima gara e  mi ero divertito tantissimo. Era una moto che mi piaceva tanto e anche l'atmosfera, il campionato, erano fantastici. Poi, Carlos guidava veramente bene. Riusciva a sfruttare solo lui la gomma morbida, come nessun'altra moto riusciva a farlo in gara, quindi a volte era molto superiore a noi. Però mi ero difeso nel migliore dei modi".

Una stagione, quella in Yamaha, ha cui ha fatto seguito il passaggio nel team BMW, al quale Melandri ha regalato la gioia delle prime vittorie, accarezzando il sogno del Mondiale fino a tre round dalla fine del campionato 2012.

Cosa ha impedito a Marco di laurearsi campione? Scopritelo guardando il video!

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