Il mondiale delle derivate dalla serie torna in pista in Portogallo, a Portimão, dopo un fine settimana dominato da Scott Redding e con un Jonathan Rea in difficoltà, nonostante la vittoria nella Superpole Race di domenica. Un fine settimana, dunque, da non perdere: da venerdì 7 a domenica 9 agosto.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con diciassette piloti del mondiale Superbike, l’Autódromo Internacional do Algarve, in Portogallo, è un circuito mediamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, eguagliato solo dalla pista di Misano. 

Il circuito


Situato vicino alla città di Portimão, non lontano dall’estuario del Rio Arade, è stato inaugurato nell’ottobre del 2008. Da allora il Mondiale Superbike vi ha sempre fatto tappa, con l’eccezione del 2016 quando fu sostituito dal round di Monza poi cancellata.
I continui saliscendi che caratterizzano la pista rendono difficile per i piloti calibrare le staccate, con il rischio di arrivare lunghi in discesa o di frenare troppo presto in salita: in discesa si tocca una pendenza massima del 12% e in salita del %, mentre l’inclinazione trasversale tocca in alcuni punti l’8%. ?

L’evoluzione delle pinze


Fin dalla nascita del Mondiale Superbike, nel 1988, le pinze Brembo rappresentano la scelta preferita dai principali team del Mondiale. Ai tempi si utilizzavano pinze in 2 pezzi fissate con 4 viti d’unione. Per ovviare ai limiti di rigidezza e alla diversa dilatazione tecnica dell’alluminio della pinza e delle viti, nella seconda metà degli anni Novanta Brembo introdusse le pinze freno monoblocco assiali. 

Qualche anno dopo Brembo rimpiazzò le pinze assiali con le pinze radiali, più difficili da produrre ma indubbiamente più efficaci: sulle pinze radiali lo stress meccanico risulta minore e di conseguenza si riducono le deformazioni elastiche, con evidenti benefici nella sensibilità in frenata. Le pinze radiali attuali sono in alluminio nichelato ricavate dal pieno. ?

L’impegno dei freni


Nonostante la presenza di 15 curve, ad ogni giro i piloti del mondiale Supe?rbike utilizzano i freni 10 volte per un totale di quasi 31 secondi e mezzo, equivalente al 31% della durata complessiva della gara. Solo però in due curve della pista il sistema frenante è in azione per oltre 3 secondi e mezzo. 

La media delle decelerazioni massime sul giro è solo 1 G ma i valori si discostano molto a seconda della parte del tracciato in cui ci si trova: in tre curve è 0,8 G ma nella frenata più dura raggiunge gli 1,5 F. Anche la pressione dell’impianto ha una notevole variabilità: in cinque curve è sotto i 7 bar e in altre quattro supera i 10 bar. ?

La frenata più impegnativa


Delle 10 frenate dell’Autódromo Internacional do Algarve Circuito de Jerez solo una è considerata altamente impegnativa per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e le altre 5 sono light. 

La più impegnativa in assoluto è la prima curva, una delle più dure di tutto il mondiale: le Superbike vi arrivano a 313 km/h e grazie all’uso dei freni perdono 205 km/h, scendendo così a 108 km/h in appena 274 metri. Per raggiungere questo risultato il pilota usa i freni per 4,8 secondi esercitando sulla leva del freno un carico di 6,5 kg. ?

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