Marco Melandri è contento. Il ravennate osserva la sua Ducati numero 33, spiegando quanto gli sia piaciuta la tre giorni dell'Angel Nieto: "La V4 R va forte, inizio a capirla bene - conferma - Certo, avrei bisogno di più ore in sella, ma penso che il mio sia stato un buon inizio. Ho effettuato tanti sorpassi a Jerez, mi sentivo bene nella guida, malgrado fosse quella spagnola la mia prima uscita stagionale".

Il caldo andaluso, non ha messo in ginocchio l'ex iridato della 250 Grand Prix: "Faceva caldo, è vero - conferma - però io ho provato di peggio, sai. Per esempio, ricordo il Qatar del 2004, quando si correva di giorno. Non si poteva nemmeno toccare l'inferiata del muretto, né le parti in metallo: c'era il rischio di bruciarsi le mani. Oppure, Laguna Seca 2006, una roba terribile. Poi, Thailandia, Malesia... tante situazioni. Diciamo che, a Jerez, mi sono difeso bene, anche perché ero preparato fisicamente. Non ho sofferto, in nessuna delle tre corse".

Portimao è meno torrida e a Melandri piace: "Questa pista è bella, veloce, tecnica. L'apprezzo molto. Per fare bene, stiamo lavorano con i ragazzi del team Barni, davvero bravi. Stiamo cercando una migliore posizione di seduta sulla moto, nell'obiettivo di sentirla ancora meglio in pista. A Jerez mi sono divertito, voglio fare lo stesso qui in Portogallo. Sono tornato a correre per divertimento, per il piacere di stare in sella e gareggiare. Altrimenti, me ne sarei rimasto a casa".

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