Si nasconde nelle libere ma piazza la zampata quando arriva il finale della Superpole. Jonathan Rea è così, prendere o lasciare. Sul suo tracciato preferito firma un’altra pole position mettendo fine a quello che era un dominio Yamaha iniziato dalle libere.

Il 40”6 fatto segnare dal campione in carica si avvicina al tempo fatto segnare dallo stesso Rea in Superpole lo scorso anno. Ci sono infatti solo 3 decimi di differenza rispetto alla pole 2019, 40”372, segno comunque del grande feeling tra il nordirlandese e la pista portoghese.

La sequenza di giri veloci in questa sessione è aperta da Loris Baz, poi Rea e Razgatlioglu si alternano in testa alla classifica. Redding si porta in seconda posizione ad un soffio dal pilota turco, salvo poi scivolare alla curva 5 perdendo un’ala della sua moto.

Sessione di Superpole che ha visto, oltre alla caduta di Redding anche quelle di Scheib, ad inizio turno, e quella di Bautista prima di rientrare per il cambio gomme e provare l’attacco al tempo per migliorare la sua posizione.

La sequenza di time attack dopo il cambio gomme è aperta da Leon Haslam, poi Lowes portatosi in testa con 41”0 ed inseguito da Sykes, che tuttavia non riesce a sopravanzare il connazionale.

Il tornado sulla Superpole si chiama però Jonathan Rea, che con un giro mostruoso passa sul traguardo prendendosi la prima posizione in 1’40”674. Solo Razgatlioglu prova a riprendersi la testa della classifica ma si ferma a quasi tre decimi dal suo ex “capitano” in Kawasaki. Rea e Razgatlioglu tra l’altro sono gli unici ad aver stampato un tempo sotto il 41.

Lowes si prende l’ultimo spot in prima fila davanti a Sykes, Van Der Mark e Baz, Rinaldi apre la terza fila davanti ad un Redding un po’ troppo pasticcione nella seconda fase della Superpole, e Laverty. Bautista 12° davanti a Davies, 16° Caricasulo, 19° Melandri e 23° Gabellini.

La classifica


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