Una gara dominata quella di Jonathan Rea, campione del mondo in carica, a Portimao in pole e poi sul gradino più alto del podio. Il numero 1, in pratica, è scattato bene, ha impostato in testa la prima curva del giro iniziale, poi è fuggito.

Chi l’ha visto? Nessuno. O meglio, gli avversari lo hanno incontrato circa un’ora più tardi, tra parco chiuso, podio e sala stampa, quando lui stava festeggiando il novantunesimo successo colto in SBK:Insieme al mio elettronico, abbiamo fatto un duro lavoro di messa a punto - ha spiegato il nordirlandese a motori spenti - studiando anche una strategia per la gara. Il mio piano consisteva nell’affrontare da leader il primo passaggio della corsa, sapendo che sarebbe stato un po’ rischioso. Ce l’ho fatta e poi ho impostato un ritmo veloce, costante. Di passaggio in passaggio, monitoravo il vantaggio nei confronti di Razgatlioglu, gestendo le gomme. Sono rimasto concentrato dall’inizio alla fine”.

Rea ha vinto, precedendo Toprak con la Yamaha al traguardo di oltre cinque secondi. Sentendolo parlare, non se l'aspettava: “Mi sono sorpreso - svela - mi sembrava incredibile un vantaggio del genere. Questo risultato mi conferisce ulteriore fiducia per domani, perché non è stato facile completare 20 giri così tirati. Il mio obiettivo e quello del team consiste nel migliorarci ancora”.

Cosa ha pensato Johnny nel vedere Redding solo settimo al traguardo? Niente di particolare:Perché siamo solo alla terza uscita stagionale e io devo comunque capitalizzare in ogni partenza. I giornalisti e le persone mi chiedono sempre di Scott, che fa Scott, perché Scott, eccetera. Io rispondo che, invece, non c’è solo lui in lizza per il titolo. Per esempio, abbiamo visto Lowes andare forte a Phillip Island. Redding a Jerez. Io qui. Le due Yamaha. Insomma, siamo in tanti veloci piloti in vetta. Io non sono focalizzato su un solo rivale, io faccio del mio meglio in ogni corsa, provando a vincere dove è possibile”.

Redding deluso: “Non avevo grip, ho tribolato tantissimo”

 

Finalmente primo sulla lunga distanza


 

Quanto è importante per il Cannibale tornare al successo in una gara “lunga”. Lo spiega lui: “Se pensiamo al campionato, la strada è ancora lunga. Oggi ho provato a capitalizzare il più possibile. Però, abbiamo pure capito alcune cose, relative alla nostra moto. In condizioni di fresco, andiamo bene. Con il caldo, va meglio la Ducati. I test di Barcellona e Misano ci hanno confermato che anche noi possiamo essere davvero competitivi con le alte temperature, oggi ne è la riprova”.

Chiedere al campione se la sua ZX-10RR sia perfetta, significa ricevere tale replica:La moto non è mai perfetta: Abbiamo bisogno di molta più potenza dal motore. Mi piace come la mia Ninja affronti le curve, ma io vorrei che voltasse ancora più naturalmente. Però, se pensiamo all’insieme del pacchetto, la Kawasaki è molto forte. Il mio feeling di oggi è stato più alto che mai".

Rinaldi contento, anche a Portimao il podio è stato sfiorato