Non è il più veloce quello che vince e la prima gara del weekend di Aragon ne è la prova. A dispetto delle previsioni, infatti, è stato Scott Redding a prendersi il primo successo del fine settimana, regolando il compagno di squadra Chaz Davies, rimasto a corto di gomme dopo una rimonta furiosa.

Costanza e consistenza sono tra gli ingredienti principali per vincere un Mondiale e il britannico del team Aruba ha dimostrato di averne a sufficienza per riprendersi la vetta della classifica iridata, grazie a una gara accorta e intelligente, sempre condotta nelle posizioni di vertice. Tutto il contrario di quanto fatto da Davies che, pur essendo l'uomo più veloce in gara, si è dovuto accontentare di un secondo posto che, probabilmente, non toglie l'ombra del pimpante Rinaldi dalla sua permanenza nel team ufficiale Ducati.

Ancora una volta, infatti, la qualifica si è rivelata il tallone d'Achille del gallese, condizionandone pesantemente la gara. Scattato dalla nona casella in griglia, Davies ha costruito una rimonta fatta di sorpassi e giri veloci (tanto da siglare il nuovo record in gara con un passaggio in 1'50"394), portandosi a ridosso del duo Redding/Rea sul finire della corsa. Ma una volta sbarazzatosi del Cinque volte Campione del Mondo, il gallese si è dovuto accontentare di restare in scia al compagno di squadra, chiudendo la doppietta Ducati con 3 decimi di ritardo dalla Panigale V4 R #45.

A completare il podio, il poleman Jonathan Rea, che dopo la tripletta siglata a Portimao, sembrava lanciato verso un'altra vittoria. Dopo soli sei giri al comando, tuttavia, il Cannibale si è dovuto arrendere alla Ducati di Redding, per poi cedere il secondo posto a Davies, dopo un paio di errorini, sintomo del fatto che la Ninja, oggi, proprio non ne aveva per vincere.

La Top 10


Quarto, ai piedi del podio, un consistente Michael Ruben Rinaldi, che ha piazzato la Panigale del team GO Eleven davanti al trio Yamaha formato da Michael van der Mark, Toprak Razgatlioglu e Loris Baz, che dopo una brillante partenza è retrocesso a centro gruppo.

In ottava piazza troviamo invece la Kawasaki di Xavi Fores, che ha avuto la meglio, per soli 83 millesimi, su un buon Federico Caricasulo, nono davanti a Leon Haslam.

Se il britannico è riuscito a regalare a Honda una Top 10 che conferma l'ottimo feeling instaurato dalla Fireblade con la pista di Aragon, Bautista ha invece sprecato l'occasione per portare a casa punti pesanti. Dopo una bella rimonta, agevolata dalla gomma SCX al posteriore, lo spagnolo ha concluso la sua gara ruote all'aria, finendo a terra a sei giri dalla fine, mentre occupava la sesta posizione. Un vero peccato, proprio come per Alex Lowes, lanciato dalla sua Kawasaki al quarto giro, mentre lottava per un posto sul podio. Caduti anche Gerloff, Scheib e Ponson, chi farebbe meglio a dimenticare questa gara è però la BMW, che ha messo a referto il ritiro di Tom Sykes e un mesto 16esimo posto con Laverty (dopo un Ride Through).

La classifica


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