Il primo dei due fine settimana sulla pista di Aragon si chiude nel segno di Jonathan Rea, che rimette le cose in chiaro con la sua seconda affermazione consecuitiva.

Se nella Superpole Race il nordirlandese aveva dominato in maniera netta, meno scontata è stata la vittoria di Gara 2, dove il Cannibale si è dovuto guardare le spalle prima da Scott Redding e poi da Chaz Davies, giunto a ridosso di Johnny dopo aver rimontato dall'ennesima brutta partenza, in cui si è ritrovato tra le mani una Panigale imbizzarrita.

La gara


Sbarazzatosi di Redding, Bautista e van der Mark, già al terzo giro il gallese si è lanciato all'inseguimento di Rea - che nel frattempo aveva costruito un vantaggio di 2" sugli avversari - forte di un passo di sette decimi più veloce di quello della Ninja #1. Rossicchiati i primi cinque decimi, ecco cominciare l'elastico: 1"5; 1"2; 1"5; un gap che non voleva saperne di colmarsi fino a quattro giri dalla fine, quando Rea, arrivato lunghissimo in curva 16, ha riaperto di botto la gara, vedendosi passare da Davies.

Buttatosi subito dentro alla staccata della 4, Johnny si è poi visto ripassare dal gallese, ma il brivido è durato ben poco perché il Cannibale, lesto, si è riportato al comando incrociando la traiettoria, per poi ricominciare ad allungare, transitando sotto alla bandiera a scacchi con un margine di 1"280 sul gallese, più in crisi con le gomme.

Chi invece non avuto alcun problema con le coperture è sicuramente Alvaro Bautista, partito nuovamente con la morbida al posteriore, mentre tutti gli altri hanno preferito optare per la SC0 standard. La pista di Aragon sorride allo spagnolo e alla sua CBR1000RR-R Fireblade SP #19, abbastanza competitivi e consistenti da conquistare il primo podio in stagione, dopo aver sfiorato l'impresa già nella Superpole Race di questa mattina. E proprio nel giorno in cui la Fireblade del team Honda France ha conquistato la vittoria della 24 Ore di Le Mans.

Limita i danni Scott Redding, parso molto più in difficoltà rispetto a questa mattina. Dopo un buon avvio, il vincitore di Gara 1 ha perso tre posizioni nello spazio di un giro, per poi chiudere al quarto posto l'ultima gara del weekend, seguito da Rinaldi e dalla prima Yamaha di Michael van der Mark.

A regalare spettacolo, alle lore spalle ci hanno pensato, Razgatlioglu, Lowes, Haslam, Fores e Gerloff, protagonisti di una gran bagarre per la settima posizione. A spuntarla, nel finale, il britannico della Honda, che ha concluso davanti a Toprak, Lowes e alla R1 di Gerloff, che ha estromesso Fores dalla Top 10 per 82 millesimi.

Si conclude con una caduta il sofferto weekend di Baz, out alla curva 15 dopo soli 4 giri. Medesima sorte di Melandri, caduto a sette tornate dalla conclusione.

Non ha preso parte alla gara, invece, Tati Mercado, dichiarato "unfit" dopo l'incidente di questa mattina con Tom Sykes, in cui ha riportato una distorsione della caviglia sinistra e una presunta distorsione cervicale.

La classifica


SSP600 Aragon, Gara 2: Locatelli 7 bellezze, De Rosa a podio