Quarto in Gara 1 a 5"3 da Jonathan Rea. Ottavo in Superpole Race e quinto in Gara 2, a 1"2 da Scott Redding e 3"1 dal terzo classificato, Alvaro Bautista. Questo il ruolino di marcia con cui Michael Ruben Rinaldi ha chiuso il primo Round ad Aragon.

Più che una sorpresa, ormai, il 24enne del Team GoEleven è diventato una certezza dei piani alti e lo stesso riminese è più che soddisfatto per quanto ha fatto nell'ultima gara di giornata.

"Sono più felice di ieri, non per la posizione, ma perché siamo migliorati tanto - ha detto Michael al termine di Gara 2 -. In gara ero più veloce rispetto a sabato e sono felice per questo. Ho migliorato parecchio il grip al posteriore, che mi ha aiutato a essere più incisivo".

Un passo avanti che gli ha permesso di restare vicino alla Panigale V4 R ufficiale, pur non riuscendo, in questo caso, a infastire Redding. "Il nostro passo era molto simile - ha spiegato Rinaldi -. Negli ultimi giri, forse, ero un pochino più veloce, ma non abbastanza da tentare un attacco".

C'è ancora spazio per migliorare


Tornare subito in pista, sullo stesso tracciato, potrebbe essere la giusta occasione per il riminese per puntare al suo primo podio, ma per farlo Rinaldi ha bisogno di un altro piccolo passo avanti. "Per il prossimo fine settimana dobbiamo progredire ancora un pochino, perché abbiamo ancora spazio per migliorare, specialmente nella seconda parte della gara".

"Nella prima parte della corsa ho lottato con Toprak (Razgatlioglu ndr) e ho perso un po' di tempo, ma quando l'ho passato ero più veloce del primo gruppo. Ho preso van der Mark e lì ho perso il mio passo. Ho faticato a superarlo e quando l'ho sorpassato non riuscivo più ad essere veloce come prima. Dobbiamo migliorare nella seconda parte ed evitare di stare nel traffico all'inizio", ha raccontato. "Penso che possiamo essere anche più veloci di così. Non so se sarà abbastanza per lottare per il podio, ma se ogni volta che entriamo in pista siamo più veloci, va bene".

Oltre a un pizzico di velocità in più, quindi, cosa serve a Rinaldi per salire sul podio? "Lavorare meglio nelle libere per partire più avanti e non perdere tempo all'inizio", risponde convinto il pilota della Panigale #21.

Una diversa mentalità


Il cambio di marcia con cui Rinaldi è diventato una presenza fissa della Top 6, tuttavia, non dipende soltanto dal bel feeling instaurato la sua Ducati, ma anche, e forse, soprattutto, dall'impostazione mentale che ha assunto il pilota alla ripartenza del Mondiale.

"Dopo il lockdown ho ripreso in modo positivo - ha spiegato -. Ho iniziato ad entrare in pista con una mentalità diversa, senza stress. Saltando in moto e godendomi quel che faccio. Ogni volta, anche in griglia, sono rilassato, sempre sorridente. C'è una bella atmosfera nel garage e quando è così tutto è migliore. Anche quando provi a fare qualche mossa con la moto e non funziona, va bene perché torni nel box e analizzi cosa non ha funzionato. Sono cinque volte consecutive che il nostro team è primo tra gli indipendenti e se lo merita".

SBK Aragon, Davies: “Non sono riuscito a stare con Rea”