Si chiamerà Teruel Round ma, in realtà, la SBK correrà ancora al Motorland di Aragon. Per le derivate di serie sarà il quinto round stagionale e, tra sabato e domenica, squadre e piloti si troveranno a metà cammino 2020.

Cammino segnato dal passo di Jonathan Rea, padrone (non) assoluto della serie, tuttavia, sempre padrone è: il nordirlandese Kawasaki guida il gruppo con 189 punti, dieci in più di Scott Redding, punta Ducati ed unico rivale veramente in grado di contrastare il Cannibale. Appena sotto, Toprak Ragzatlioglu e Yamaha. Il turco appare, per ora, una sorta di mina vagante, dotato di doti e capace di exploit, però non costante quanto i numeri 1 e 45.

Dopo il podio di domenica scorsa, la Honda potrebbe ancora rientrare tra le moto protagoniste. Alvaro Bautista ha nelle mani la sua CBR RR-R ed il team ha acquisito consapevolezza e fiducia.

Attese le mosse di mercato che riguardano Chaz Davies e Michael Ruben Rinaldi, attese anche le riscosse di BMW e Marco Melandri. Per il team rappresentante Monaco di Baviera urge fare un salto di qualità. Per l’esperto ravennate serve alzare la testa.

Redding deve rispondere alla doppia vittoria di Rea


Eppure, Scott aveva impaurito (forse, abbiamo più di un dubbio) Rea, vincendo alla grande la manche di sabato, dove, oltretutto, Chaz Davies è giunto alle spalle di Scott.

Per Johhny la testa della classifica era perduta. Giusto un attimo: meno di 24 ore dopo, la reazione del più orgoglioso della griglia. Il nordirlandese ha vinto Superpole Race e Gara 2, relegando l'inglese al secondo posto della graduatoria corridori.

Se vuole vincere il titolo, il portacolori Aruba dovrà stare sempre davanti al numero 1 Kawasaki. Sempre. Dieci punti sembrano pochi, ma potrebbero essere pure tanti. Magari troppi. Lo dirà la pista di Aragòn.

Al Motorland arriverà un'altra Honda(ta) improvvisa?


Alvaro Bautista ci spera. Anche Leon Haslam ci spera. Però è lo spagnolo, oggi, il miglior interprete della Fireblade griffata HRC. Il terzo posto colto domenica conferma che la strada non è del tutto spianata ma, perlomeno, alcuni sassi sono stati rimossi.

Su un tracciato nel quale la squadra ha svolto parecchie sessioni di test, potrebbe addirittura registrarsi qualcosa di grosso. Non parliamo di una tripletta perentoria simil Rea - Portimao, però ancora un podio. In accelerazione la CBR RR-R le suona pure alla V4 R, con un pizzico di equlibrio ciclistico in più... l'impresa è fattibile.

BMW e Melandri, rialzate la testa


La S1000 RR ufficiale ed il team SMR non decollano. Tom Sykes ed Eugene Laverty faticano, sono lenti e cadono. La classifica piange, perché le aspettative erano veramente differenti dalla realtà vissuta. Il Motorland, teoricamente, dovrebbe favorire la moto bavarese. La pratica è diversa, quantomeno sino a domenica scorsa. Da quelle parti già pensano al 2021, sebbene il 2020 non sia ancora a metà compimento.

Marco Melandri ed il team Barni, dopo un inizio interessante a Jerez, arrancano nei bassifondi. Entrambi detengono il potenziale per fare meglio, ma questo potenziale è tuttora insabbiato da problemi, ripensamenti, esperimenti. La polverosa Aragòn ha - a volte - venti del deserto che spazzano via tutto. Arriveranno i soffi giusti?

Davies - Rinaldi, una poltrona Ducati che va... Aruba


La sensazione è che rimarrà Davies nel team Ducati ufficiale. Se la cosa non è stata ancora decisa - ufficializzata ancor meno - saranno i risultati a sancirne la concretizzazione. Chaz è andato benissimo nei giorni scorsi e potrebbe ripetersi.

Anche perché Michael Ruben - che non disdegnerebbe chiamate importanti - sta bene dove è. Per ora. Il team Go Eleven è come una famiglia e lui ha, oggi, bisogno di un clima disteso. La sua crescita è costante, dalla sua parte c’è la giovane età. Perché avere fretta?

 Andrea Locatelli, mangiatutto nella 600, avrà ancora fame nel weekend di Teruel?