Jonathan Rea si presenta al media debrief post Gara 2 ancora con l’adrenalina per la battaglia con Rinaldi e soprattutto lo “spavento” preso in uscita di curva 7 sul cordolo sporco. Grazie a questa vittoria, Rea si porta a +36 punti su Redding quando mancano ancora 3 round e 9 gare alla fine della stagione, ma un pezzo di 6° titolo iridato sembra già sulla strada di Akashi.

“Dovevo assolutamente passare” 


Jonathan Rea riflette sul fatto di essersi sudato la vittoria numero 8 in stagione contro un coriaceo Michael Rinaldi. Il pilota Kawasaki ha dovuto spingere forte ad un certo punto della gara per evitare anche il rientro di Redding nella lotta per la vittoria e nel farlo si è preso anche un po’ di rischi, come l’uscita di curva 7 sul cordolo, ma anche la staccata un po’ scomposta di curva 1, segno forse di un forcing eccessivo per tenere a bada il rampante Rinaldi. 

L’errore di curva 7 - spiega Rea - è dovuto al fatto che ero troppo sotto Rinaldi. Ho visto che perdeva tanto in entrata di curva. Scott aveva tolto un decimo dal suo distacco, da 0.9 a 0.8 e così ho pensato che invece di controllare dovevo passare assolutamente. Ho avuto un 'bel' momento in quel punto perché il cordolo in uscita era sporco. Ho fatto anche qualche piccolo errore in curva 1 e 12 con l’anteriore che si è leggermente chiuso. Ho dovuto dare tutto perché nel backstraight comunque perdevo rispetto agli altri”.

Johnny risponde alla domanda sulla battaglia con Rinaldi e la velocità di punta di Ducati: “Un pochino simile a quella con Bautista l’anno scorso. Avevo preparato bene l’uscita dalla variante che immette nel lungo rettilineo rimanendo nella scia della Ducati. Ho speso più tempo in scia a Rinaldi restando comunque più lento in velocità massima. Ho imparato lo scorso anno che se Ducati ha la migliore velocità non è detto che sia il pacchetto migliore, vedendo come siamo andati oggi in termini di velocità di ingresso curva e consumo gomme il nostro era il pacchetto migliore”.

“Bello arrivare vicino ad un grande numero”


Johnny risponde alla domanda su cosa significhi per lui la 96^ vittoria in carriera: “Sicuramente è un bell’obiettivo arrivare al grande numero. E’ un obiettivo, vedremo se in questa stagione ci arriveremo. Sarebbe un sogno arrivare alle 100 vittorie”.

Rea parla anche del modo di guidare riferendosi ad alcuni problemi della moto riscontrati nello scorso weekend di Aragon: “Forse la questione dello stile di guida è un po’ esagerata. Nelle lunghe curve a sinistra metto giù anche il gomito, ma lo fanno in tanti. Non è questo il punto. Ho un modo di guidare un po’ old style se vogliamo, fisicamente meno dispendioso rispetto all’essere sempre fuori col corpo dalla moto”. 

“Non ho mai corso a Barcellona” 


Il prossimo round del Mondiale sarà a Barcellona, pista vista solamente nei test ma sulla quale Johnny non vede l’ora di correrci, essendo anche molto vicina al quartier generale del team. 

Non ho mai corso là - spiega Rea - ma ci abbiamo fatto i test a luglio. La pista mi piace, nel primo giorno abbiamo fatto una simulazione di gara e penso di essere piuttosto competitivo. Non vedo l’ora di correre. Abbiamo lavorato tanto sul far girare la moto soprattutto nelle ultime due curve e sono piuttosto confidente nell’aver trovato una buona base”.

“Michael è pronto per una moto ufficiale”


Dopo la battaglia con il giovane pilota italiano, Rea ne tesse le lodi e dall’alto della sua esperienza dice che Rinaldi merita una moto ufficiale. “Vincere in modo così convincente ed essere più veloce degli ufficiali dimostra che merita una moto ufficiale. Non conosco le specifiche della sua moto e non penso sia esattamente come quella factory. Sta facendo un gran lavoro, ha trovato qualcosa di magico ieri ed era imbattibile. Quando vieni battuto in questo modo, devi accettare ed ammirare la gara che ha fatto ieri. Tutto questo mi ha dato una motivazione extra per oggi, ho corso veramente con il cuore, non avevo una strategia ma solo lottare dando tutto per 18 giri”.

SBK Teruel, Rinaldi al settimo cielo: “Che bella battaglia con Rea”