Dalla vittoria in Superpole Race al terzo posto in Gara 2, così si è chiuso il secondo Round ad Aragon di Scott Redding. Un finale agrodolce per il britannico del team Aruba Ducati, che sperava di rubare qualche punticino a Jonathan Rea.

La SCX è stata un azzardo?


Scott è certo di aver fatto il massimo nell'ultima gara al Motorland, eppure non è convinto fino in fondo di aver usato la giusta gomma posteriore.

"Ho provato a usare lo pneumatico SCX e non ero molto forte nel finale - ha raccontato a fine giornata -. Avevo paura che non ce l'avrei mai fatta. Ma abbiamo fatto la Superpole Race e ho pensato forse, forse, (enfatizza Redding ndr.) ci darà qualcosa. Però dentro di me sapevo che non avrebbe davvero funzionato. Ero convinto che sarei rimasto senza gomma. Ma ho dato comunque tutto per provarci. Era tutto ciò che potevo fare".

"Forse se fossi rimasto con la SC0, come mi diceva l'istinto, sarebbe potuta andare meglio, o magari peggio - ha continuato Scott -. Ieri sono caduto perché non mi sentivo a posto né all'anteriore, né al posteriore".

"Nella Superpole Race mi sentivo bene con gli pneumatici, sono riuscito a spingere per tutta la gara, però sapevo non c'era rimasto molto di più. Ma come squadra abbiamo deciso di provare questa gomma e si è comportata come pensavo che si sarebbe comportata: una performance nella media, ma non continuativa. Dava un pochino più di grip all'inizio, ma non potevo sfruttarlo, perché sarei rimasto fregato dopo. Ho provato a preservarla e spingere, ma non è stato comunque abbastanza. Sono felice di essere sul podio, ma ho comunque perso punti".

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Una situazione frustrante


Quello di Gara 2 è un terzo posto che lascia l'amaro in bocca, perché quella di Aragon, sulla carta, non è una pista sfavorevole alla Panigale. Come ha dimostrato Rinaldi con la V4 R GoEleven.

"È frustante su una pista così perché ci sono solo un paio di punti dove non riesco a far funzionare la moto, ma lì perdo troppo rispetto agli altri - ha spiegato sconsolato Redding -. È stato così in entrambi i fine settimana, ma io, fisicamente, non posso fare di più e la moto non mi aiuta. Possiamo sopravvivere tenendo la testa appena fuori dall'acqua, ma al momento non riusciamo a nuotare. E a me non piace molto correre così. È per questo che ieri sono caduto. Non ero nella posizione in cui dovevo essere e stavo dando tutto per prendere Johnny, ma ho spinto più di quanto mi permettesse la moto".

"È un peccato aver corso qui due round, ma dobbiamo andare avanti. Spero che riusciremo a sistemare la moto, perché possiamo vincere delle gare, ma ho bisogno che la moto mi dia un po' di più".

Andrà meglio a Barcellona?


Prossima tappa del Mondiale, tra sole due settimane, è la pista del Montmelo, tracciato di casa della Kawasaki e new entry nel calendario delle derivate di serie. Con quale approccio si presenterà Redding al prossimo appuntamento? Lo stesso di sempre, sperando però di ottenere un risultato diverso da quello di Aragon.

"La mia strategia per il prossimo Round? Vincere - ha affermato il ducatista -. È tutto ciò che posso fare. La mia mentalità è quella di andare là fuori per dare tutto e vincere. Ma se la moto non lavora al meglio fino alla fine della gara, non posso fare di più, non posso spingere di più e dare tutto".

"A Barcellona, quando abbiamo fatto i test, c'erano due curve dove faticavamo. Come qua, dove erano solo due punti del tracciato in cui perdevamo, ma sono bastati a dargli (a Rea ndr.) un gap che non siamo stati in grado di recuperare - ha aggiunto Scott -. Penso che Ducati e il team Aruba.it Racing lavoreranno insieme per cercare di aiutarmi. Ho solo bisogno di un po' di grip in più nelle curve a lunga percorrenza. Quando saremo competitivi in quest'area, credo potremo tornare a vincere".

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