Vincendo la prima manche al Montmelò, Johnny Rea non ha ancora conquistato il sesto titolo mondiale consecutivo ma, grazie ai 268 punti accumulati - Redding è a quota 227 - vede l'obiettivo finale via via materializzandosi, per una stagione SBK che lo descrive più forte che mai.

Il nordirlandese del team Kawasaki ha impostato il proprio ritmo, risultato insostenibile per il resto del plotone. Essendo questo il primo round disputato dalle derivate di serie al Catalunya Circuit, il numero 1 non sapeva cosa aspettarsi: "Benché si abbia svolto qui un buon numero di test - le parole di Johnny - il weekend si è presentato dalle condizioni meteo mutevoli. Rispetto a luglio, oggi è stata una giornata differente. Non avevo mai gareggiato qui, avevo un punto di domanda. Però, in gara le cose sono andate bene, ho dettato il mio ritmo, gestendo il vantaggio sino alla fine. In sella mi sentivo a mio agio, sono contento".

Rea si è soffermato su due persone, alle quali vuole dedicare l'ennesimo successo: "Oggi è l'anniversario della scomparsa di mio nonno, sono passati ben 27 anni e, lo so, lui mi ha dato la spinta in più per vincere. Per lui è la dedica e pure per Ana Carrasco: sono andato a trovarla in ospedale, vederla mi ha dato grande carica".

Tornando al vantaggio in classifica - 41 lunghezze - il portacolori Provec ritiene che non sia tempo di fare calcoli, anzi, meglio attaccare: "I punti che ho in più rispetto a Redding non sono sufficienti  - afferma - il mio obiettivo è conquistare il titolo, ecco ciò che conta per me. Se anche dovessi farcela nell'ultimo appuntamento stagionale in Portogallo, direi che potrebbe pure andare bene".

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