Da Aragon il mantra di Scott Redding è sempre lo stesso: "vincere per recuperare punti su Rea". Ma se la mentalità del britannico non è cambiata di una virgola, quello che non è più lo stesso è il feeling tra Redding e la Panigale.

Mentre Rinaldi sta diventando sempre di più il riferimento per le moto di Borgo Panigale - e l'altalenante Davies si è sbloccato, ritrovando un appuntamento con la vittoria che gli mancava dal Round di Laguna Seca dello scorso anno - chi sembra non riuscire più a trovare il bandolo della matassa è proprio il pilota #45, il primo avversario di Jonathan Rea.

C'è da lavorare per ritrovare la competitività


Lasciata Portimao, Scott è sembrato naufragare tra problemi di grip e infiniti dubbi nella scelta delle gomme, alternando podi a gare passate ad annaspare a tra gli inseguitori. Una dinamica a cui non è sfuggito nemmeno il Round in Catalunya, dove l'inglese si è completamente spento, dopo un sabato abbastanza buono.

“È stata una domenica molto difficile per me. Sia nella Superpole Race che in Gara 2 ho avuto dei problemi, soprattutto in fase di frenata. Questo mi ha limitato molto perchè non sono mai riuscito a trovare il giusto ritmo per poter essere competitivo", ha detto Scott a fine giornata.

Al secondo posto conquistato in Gara 1, sono seguiti infatti un ottavo posto nella gara Sprint e un sesto in Gara 2, dove ha mostrato ancora di non avere il passo di Davies e Rinaldi.

“È un peccato: mi aspettavo di poter fare bene oggi - ha aggiunto Redding, che a due appuntamenti dalla fine della stagione paga 51 punti di ritardo da Jonathan Rea -. Questo è un duro colpo per la classifica del Campionato del Mondo ma non mi arrenderò certo adesso. E’ chiaro, però, che dovremo lavorare molto per avere una moto performante come lo era due mesi fa”.

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