Il primo - e piovoso - giorno di prove libere del mondiale a Superbike a Magny Cours si è concluso con un secondo posto per Jonathan Rea, che ha stampato il suo miglior crono a soli 15 millesimi da Garrett Gerloff.

Anche se non ha svettato alla fine della giornata, Jonathan Rea è stato il pilota che ha siglato il maggior numero di giri veloci nelle due sessioni di prove libere sul circuito francese.

Il 33enne pluricampione del mondo è riuscito a fermare il cronometro su tempi che si sono rivelati impossibili per tutti, a parte Gerloff.

Terminata la giornata, alla domanda di come faccia ad essere subito così prestazionale anche sull’asfalto bagnato, il pentairidato ha fatto intendere che tutto avviene con molta naturalezza.

Questione di esperienza


"Non saprei spiegare per cui sono così veloce sul bagnato. A volte me lo chiedo anche io e mi domando perché gli altri impieghino più tempo per trovare il loro ritmo”, ha detto Jonathan Rea. “Anche i miei meccanici mi hanno chiesto perché il mio primo giro lanciato a volte è migliore del terzo o quarto. Penso che sia semplicemente perché ho una lunga esperienza con la moto e conosco molto bene anche la squadra".

Rea ha dato il suo punto di vista sul circuito di Magny Cours, che è stato recentemente riasfaltato.“Per quanto riguarda l'aderenza, hanno fatto un buon lavoro con il nuovo asfalto. Alcune aree però avrebbero potuto essere migliorate”, aggiunge il nordirlandese, che è uscito in ghiaia alla curva 7, e non è stato l'unico.

La ricerca del limite


“Se trovi il ritmo e diventi sempre più veloce, ad un certo punto arrivi al limite, ma è stato un bene essere arrivato anche a quello”, dice Rea. “Ci sono molti dossi davanti al tornante di Adeleide”, ha commentato ancora il nordirlandese della Superbike.

“Ma nel complesso va bene, i tempi sul giro sul bagnato sono più veloci di prima. Sono curioso di vedere come sarà sull'asciutto - ho sentito che i piloti della serie francese hanno girato mezzo secondo più veloci anche sull'asciutto", ha concluso Rea.

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