Un passo alla volta ed il titolo è sempre più vicino, ma prima il record di vittorie. Con il successo maturato in Gara 1, Johnny alza l’asticella a quota 98 affermazioni nel Mondiale e mette tra sé e Redding altri 14 punti, portando il vantaggio complessivo a quota 65 lunghezze.

“A Magny Cours hanno fatto un gran lavoro con il nuovo asfalto”


Jonathan Rea si presenta alla consueta conferenza stampa post gara analizzando la sua prestazione e fornendo preziose indicazioni per le restanti manche di domani. “Difficilissimo tenere alta la concentrazione per 21 giri, il passo era veramente ridicolo. Avevamo un buon setting della moto ma anche Magny-Cours ha fatto un gran lavoro con l’asfalto per queste condizioni. 1"53-54 era un buon passo l’anno scorso, quest’anno abbiamo fatto "48-49 sul bagnato, incredibile. Un grande grazie al mio team ed a tutti perché penso che abbiamo tirato fuori il meglio dalla moto”.

Parlando del set up della sua Kawasaki aggiunge: “Con il bagnato non puoi mai fare un set up perfetto perché le condizioni cambiano, passi dal bagnato pieno a qualche goccia d’acqua per finire all’asciutto. Abbiamo trovato un buon compromesso”.

Non voglio pensare al titolo - prosegue Johnny - o rispondere a domande su quando e se accadrà. Oggi abbiamo fatto un gran lavoro in ottica campionato. La differenza tra quest’anno e gli altri anni è stato il rientro nella lotta. Sono partito quarto in campionato a causa della caduta di Phillip Island. Ho lavorato duramente su me stesso e spinto sul team per migliorare durante i test di questa estate e dal ritorno a Jerez siamo stati subito in gran forma”.

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Studiare i rivali


Johnny parla così dei rivali incontrati quest’anno: “E’ sempre difficile quando non capisci i tuoi rivali. Ad Aragon con Rinaldi per esempio ho dovuto studiare dove lui era più forte rispetto alle altre Ducati. Però ho lavorato su me stesso tirando fuori il massimo dalla mia moto, non concentrandomi su chi mi era intorno”.

Parlando di questa mattina in riferimento anche alla caduta nelle FP3 dice: “Onestamente era un giro “lento” stamattina per provare la hard all’anteriore su pista bagnata, ero partito con troppa confidenza. La parte sinistra della gomma era un po’ più fredda rispetto a venerdì. Non ho fatto niente di diverso ma è stato sufficiente per cadere.” 

L’idea era di non uscire, stare fermo al box ed uscire solamente per fare prove di partenza - prosegue Rea sulle FP3 - sono io che ho scelto di scendere in pista vedendo i tempi scendere progressivamente. E’ stata colpa mia. Poi i marshall mi hanno dato indicazioni sbagliate per rientrare in pista, così sono rimasto fermo ad aspettare la fine del turno”.

Il migliore in ogni condizione


Rea spiega cosa faccia la differenza in condizioni come queste e come sia l’unico di fatto ad essere così efficace. “Probabilmente è l’esperienza, stesso team, stessa moto, mentalità, mi sento molto tranquillo in ogni situazione, anche quando la pressione è alta come la leadership del campionato ed una gara bagnata, è facile essere più calmi e con la mia esperienza e mentalità è più facile affrontare certe situazioni”.

Sono bravo e veloce ma posso dire che in griglia ci sono altri piloti più talentuosi di me, ma non hanno le giuste persone intorno, il pacchetto giusto”.

Non so come sarà la maglia - chiude Johnny parlando dei festeggiamenti per domani - Dopo il 2015 non ci sono state più riunioni su questa questione. La prima volta che ho pensato di chiudere qui il campionato era in aereo proprio mentre venivo qui ed ho pensato ad un casco speciale. Ho chiesto solo i colori ma non l’immagine. Non voglio pensarci troppo perché ho ancora del lavoro da fare”.