Dopo la vittoria e il podio a Aragon, Michael Ruben Rinaldi ha capito che può puntare in alto ed è logico che le posizioni di rincalzo gli stiano strette. Così oggi, in Gara 2 a Magny-Cours, la sesta posizione al traguardo non lo soddisfa.

"Il sesto posto non basta"


Sono deluso, anche se ho conquistato punti importanti per il campionato indipendenti”, ha detto Rinaldi. “E’ stato frustrante, perché sentivo che potevo combattere per il podio,  ma non avevo grip. Dopo una vittoria sai che puoi vincere, ovviamente non sempre, ma il sesto posto non è più abbastanza”.

Rinaldi, giustamente, prende come riferimento i suoi avversari con la Ducati ufficiale Davies e Redding. “Quando aprivo il gas negli stessi punti di Chaz o Scott loro in uscita di curva andavano via e io rimanevo lì… Ho cercato di modificare il mio stile di guida una ventina di volte durante la gara, ma senza risultato.

"Sono una quindicina di chili più leggero delle Ducati ufficiali, forse dipende anche da questo. Non saprei dirlo, è la prima volta che corro sul bagnato con questa moto… Prendiamo questa gara per imparare e per fare di più nel futuro”, aggiunge Rinaldi.

Con l'obiettivo del titolo Indipendenti


Le problematiche si sono presentate fin dal venerdì a Magny-Cours.

“Quando la pista si asciugava mi era impossibile andare più veloce. Sul bagnato andavo meglio, ma forse perché credo di aver rischiato più di tutti: ho dato il 120% ma quando c’era più grip in pista non riuscivo ad andar via quando aprivo il gas. 

"Ho cercato di modificare l’elettronica, di guidare più dolcemente, di stare davanti a Lowes e Razgatlioglu e ho cercato di non fare errori perché sono davanti nel campionato indipendenti e voglio portare a casa il titolo. Non volevo rischiare troppo ma d’altra parte l’istinto era andare, come quando un cane vede un pezzo di carne: è difficile controllarsi, oggi è stato così ma non potevo fare niente di più", ha detto Rinaldi.

Questione di controllo


Alla domanda di cosa pensi a proposito dell’ingresso di Garrett Gerloff alla prima curva di Gara 1, Rinaldi ha raccontato la sua esperienza nel corpo a corpo.

“L’anno scorso, quando lottavo nel mezzo del gruppo, non c’era controllo, ma quest’anno quando ho battagliato con Scott e con Jonathan a Aragon per la vittoria ho capito che hanno maggior controllo della moto e sono consapevoli che c’è qualcuno vicino a loro, quindi la bagarre è sempre pulita. I campioni hanno qualcosa in più, è stato così anche con Van der Mark e Scott (Redding ndr) oggi, sempre con il massimo rispetto per i rivali”, ha concluso Rinaldi.

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