È stato un weekend in crescendo quello di Scott Redding a Magny-Cours, culminato con la vittoria di Gara 2, che lo tiene ancora in lotta per il Mondiale. Primo match point annullato: i record Rea dovrà firmarli all'Estoril. Redding permettendo.

Del resto, Scott ha sempre detto di voler dare il massimo fino all'ultimo e oggi lo ha dimostrato, combattendo per il podio in Superpole Race e per il successo nell'ultima gara del fine settimana, che ha messo a dura prova le Ninja ufficiali di Rea e Lowes.

"Sono felice per questa vittoria, in queste condizioni", ha detto Redding a fine gara. "È stato un fine settimana difficile per me e sono arrivato in gara amareggiato per il sorpasso di van der Mark all'ultimo giro (della Superpole Race ndr.). È stata una mossa abbastanza corretta, un po' sporca, ma mi ha fatto infuriare, perché ero io quello all'esterno. Sapevo che stava per farlo, ma non sono riuscito a buttarmi nella curva e in mezzo secondo ho pensato 'posizione di partenza, prossima gara, podio, cavolo, cosa stai facendo?!'. È andata così. L'ho dovuto lasciar andare, ma mi ha davvero fatto arrabbiare e mi ha dato la carica per l'ultima gara. Ho pensato 'se non faccio niente e Jonathan sì, posso dire addio al campionato".

SBK Magny-Cours, Rea: “Avrei voluto vincere il titolo qui”

Un po' di respiro


Uno scatto d'orgoglio che ha permesso al britannico di togliersi un peso, sostituendo le delusioni degli ultimi tempi con un po' di meritata gioia.

"Ho avuto un weekend duro a Barcellona, abbiamo faticato con la moto - ha raccontato Scott -. Abbiamo dovuto lavorare tanto. Era difficile ottenere risultati, pensavo ci stessimo riuscendo, ma non arrivavano e quando finalmente li ottieni valgono di più, soprattutto con la pioggia dove ero in difficoltà e tutti dicevano: 'Scott non va molto bene sul bagnato e bla, bla, bla'. Volevo dimostrare di potercela fare. Se ci fosse stata la pioggia sarebbe stato diverso, ma mi sentivo bene in queste condizioni e dovevo massimizzare i punti. Ero davvero felice per questa vittoria. Con la forma che aveva Johnny pensavo avesse qualche asso nella manica per il finale, invece sono riuscito a rosicchiargli qualche punto in vista del finale all'Estoril. Tutto può succedere nell'ultima gara della stagione".

"Ora mi sento come se potessi respirare un pochino. Avevo parecchia pressione cercando di tenere aperta la lotta fino all'ultimo Round. Anche se non riuscissimo a vincere il titolo quest'anno, essercela giocata fino all'ultimo è un buon punto da cui partire la prossima stagione. Portare la battaglia su un'altra pista, dove ho già corso, potrebbe magari metterci nella condizione di vincere 3 gare. Jonathan potrebbe avere un problema e ritrovarsi in una posizione dove deve lottare un po' di più", aggiunge Redding, che sotto sotto continua un po' a crederci, nonostante a Rea bastino 3 punti per agguantare il sesto Mondiale.

SBK Magny-Cours, Rinaldi: “Sono deluso. Oggi mi sentivo da podio”

Miglior feeling con le gomme


Tra venerdì e oggi è scattata la molla, ma cosa è cambiato tanto da permettere al ducatista di centrare il successo?

"È stata soprattutto una questione di fiducia- ha spiegato Scott -. Non ho esperienza con le gomme da bagnato, e neanche con il circuito. Imparare a conoscere la pista non era un problema, il problema erano più che altro la mia sicurezza e il mio feeling con le gomme. La moto, bene o male, è rimasta la stessa, ma è cresciuta la mia fiducia. Ho detto ai ragazzi che mi mancava accelerazione nelle curve lente e mi stava costando direi 5/6 decimi al giro, e ho detto loro che se avessero risolto avrei vinto la gara. Avevo una buona occasione per farlo. Quindi hanno fatto il possibile e i primi due giri ho pensato 'Jonathan non sta andando così forte'. Ho pensato di avere il potenziale e mi sono detto 'ok, prova a portati al comando'. Anche perché ero preoccupato per la temperatura delle gomme, perché non so come si comportano le Pirelli quando la pista si asciuga - Se durano 5 giri o 50 -. Ero in una posizione in cui cercavo di spingere, ma anche di gestire. Ho visto che stavo aprendo un gap con gli altri e da una parte era una buona cosa, ma dall'altra pensavo 'forse le gomme si distruggeranno nel giro di un minuto'. Ho cercato di gestire tutto al meglio. La moto andava bene e anch'io mi sentivo a posto".

Strategia di gara? Massimizzare il risultato


Parlando della stategia adottata in Gara 2 Scott ammette di aver preferito concentrarsi sul portare a casa il punteggio massimo, piuttosto che tentare di "addormentare la corsa", nel tentativo di accorciare il gruppo.

"Questa è una di quelle situazioni in cui ti chiedono se hai pensato di rallentare il passo, ma a essere onesto, in tanti anni nel mondo delle corse, non l'ho mai visto funzionare - ha chiarito il britannico -. Non puoi metterti in pericolo, soprattutto in quei casi in cui stai faticando. Ho preferito avere 3" di margine e portare a casa 25 punti, piuttosto che rallentare e, magari, buttar via 5 punti".

Un piano supportato dal ritorno di Loris Baz e Chaz Davies, che sono riusciti, uno dopo l'altro a mettere le ruote davanti a quelle di Rea, rubando punti prezioni al nordirlandese.

"In TV ho visto che dietro stavano battagliando ed era una buona cosa perché mi ha dato un po' di respiro - ha aggiunto il #45 -. Voleva anche dire che potevamo mettere un po' di pressione a Jonathan. Sono stato in quella situazione nelle ultime sei gare ed è sato bello vederlo lì a darsele con gli altri, mentre io stavo davanti a godermela. È stata una buona cosa che sia riuscito a vincere, perché quando lui ha una giornata storta, noi dobbiamo massimizzare il risultato. Oggi ho fatto quello che avrei dovuto fare a Barcellona, ma non va sempre così. Non sei sempre nella posizione in cui avresti bisogno di essere. Ora posso tirare la testa fuori dall'acqua e respirare, perché ho chiuso un pochino il gap. È bello chiudere con una vittoria".

SBK Magny Cours, Baz: “Maggiore è la pioggia, più vado forte io”