Già è un problema per una casa vedere una moto fuori dalla gara, figuriamoci quando le moto sono due! Il patatrac dell’inizio di Gara 1 di Magny Cours (innescato da una entrata un po’ garibaldina di Gerloff) è solo la punta dell’iceberg di un problema di base in BMW

I problemi


Da quando sono rientrati lo scorso anno in forma ufficiale seppur appoggiandosi alla struttura di Shaun Muir, i risultati ottenuti sono stati ben al di sotto delle attese, nonostante una buona velocità dimostrata sul giro secco ad inizio stagione da Sykes con la pole in Australia e dalla pole di Laverty sul bagnato in Francia.

Il problema principale sembrerebbe essere proprio la nuova S1000RR 2019-2020, molto diversa come concezione dal modello precedente e quindi di diversa interpretazione e di difficile messa a punto, a tal punto che alcuni team della casa bavarese (Berclaz su tutti) la stanno abbandonando per tornare al modello precedente, molto più affidabile e facile da mettere a punto. 

Complicata a tal punto che la gestione delle gomme è sempre un problema: bene i primi giri salvo poi fare il passo del gambero e finire la gara con le gomme stracciate. E finire le gare non è sempre scontato con la S1000RR attuale. 

La situazione attuale


La situazione di quest'anno è tragica se facciamo il confronto con lo scorso anno: escludendo Aprilia che ha fatto solo wild card, con 89 punti la S1000RR si trova attualmente all’ultimo posto nel costruttori, a distanza siderale dalle altre moto. L’anno scorso la moto tedesca finì penultima nel costruttori ma con 249 punti e Sykes chiuse ottavo con 223. 

Il pilota, seppur bravo come Sykes, non basta per mascherare i limiti della moto ed anche aggiungerne un altro di esperienza come Laverty ha di fatto amplificato i problemi. 

Le opinioni


Di questa situazione ne abbiamo parlato con chi la moto la guida attualmente (Salvadori e Delbianco) e chi in passato è stato pilota BMW sia in Stock 1000 che in Superbike, ovvero Ayrton Badovini.

Luca Salvadori non si è voluto sbottonare più di tanto sul caso dicendo che: “La vedo un po’ grigia. Più che dire che si tratti di un progetto non all’altezza non so che dire, è sotto gli occhi di tutti”.

Qualche indicazione in più la fornisce invece Alessandro Delbianco, pilota DMR nel CIV: “La situazione BMW è veramente particolare. Hanno avuto un sacco di sfortuna, anche Gara 1 di domenica con la doppietta in prima fila e poi finire per terra alla prima curva è proprio sfortuna. La BMW nuova ha un gran potenziale, in confronto alle altre stock è la migliore di tutte perché ha un grande equilibrio tra potenza, elettronica e telaio. Quando invece cerchi un po’ di spingere, la moto ha un po’ meno potenza rispetto ad una Ducati che ne ha invece tanta. Stanno lavorando tanto, sul giro veloce fa paura. Sicuramente manca il team satellite, come del resto hanno tutti i team. Manca il riferimento che può aiutare il team factory a provare e valutare i pezzi nuovi e manca anche un pilota giovane che possa portare novità nello stile di guida”.

Last but not least il campione Stock 1000 2010 Ayrton Badovini: “Difficile giudicare il progetto Superbike di quest’anno perché essendo un anno particolare non hanno potuto fare i test di sviluppo che avrebbero voluto fare. Credo che abbiano bene in mente su cosa migliorare per il prossimo anno e sono convinto che la nuova moto con i dettagli aggiornati sarà sicuramente più performante. La velocità ogni tanto ce l’hanno ma manca la consistenza in gara. Conoscendo come lavorano a Monaco, non lasciano di sicuro cose in sospeso. Quest’anno i mancati risultati devono essere assolutamente appagati il prossimo anno, quindi una serie di sfortune va compensata con i risultati nel 2021. Stanno lavorando tanto, lo dimostrano i lavori di ricerca fatti durante il lockdown con i piloti stampati in 3D, stanno lavorando duramente e si parla dell’introduzione di un team satellite per ricerca e sviluppo. Sono convinto che ne verranno fuori”.

Per la Casa bavarese, c'è da sperare che la sofferenza di quest'anno sia solo un ricordo nel 2021.

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