SBK, all'Estoril è Mission (quasi) Impossible per Scott Redding

SBK, all'Estoril è Mission (quasi) Impossible per Scott Redding© GPAgency

Per vincere il titolo, l'inglese Ducati dovrà siglare una tripletta, "sperando" che Rea rimedi altrettanti zeri. A Johhny saranno sufficenti tre punti per alzare al cielo il sesto alloro. Classifica costruttori a favor di Kawasaki, Go Eleven a caccia della coppa Indipendenti

13 ottobre 2020

Una manciata di punti, tre per la precisione, divide Johnny Rea dal sesto titolo SBK. Sesto titolo che, in caso di missione compiuta, sarebbe consecutivo, cioè, vinto uno in fila all’altro dal 2015 ad oggi. Sempre in verde, naturalmente, perché lui è legato a vita alla Casa di Akashi.

Record micidiale che il nordirlandese si appresta a ritoccare in Portogallo, su una pista che torna nel calendario delle derivate di serie dopo tanti anni. L’Estoril si trova nei pressi di Lisbona, a Cascais, è vicino all’Oceano Atlantico ed è un tracciato divertente e sconosciuto per quasi tutta la griglia di partenza. Redding e Davies a parte.

Le speranze dell’inglese non sono sopite ma, per poter aggiudicarsi la posta grossa, Scott dovrà siglare una tripletta e sperare che il numero 1 Kawasaki rimedi tre zeri. Kawasaki che, peraltro, è pronta a festeggiare anche il primato della classifica costruttori. Ducati non è lontana e dovrà far gioco di squadra.

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Ricordiamo che il Cannibale abbia come obiettivo il titolo, certo, ma pure un impressionante computo di affermazioni da ritoccare. Per lui la centesima vittoria è a portata di mano. Johnny è “fermo” a 99, con un ulteriore successo andrà a 100. considerando le tre corse in programma, Rea potrebbe toccare 102 e poi attendere la nuova Ninja.

Conoscendo il portacolori verde, possiamo prevedere come e quanto attaccherà dall’inizio alla fine, magari senza lo stress di dover “vincere a tutti i costi”. Casomai, a titolo conquistato, il trentatreenne di Ballymena vorrà battere tutti - specialmente Redding - per pura soddisfazione ed orgoglio. Insomma, all’Estoril vedremo il JR di sempre.

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Tripletta per lui e tre zeri per il rivale. Come abbiamo detto, Scott dovrà fare così: vincere tutto - Gara uno, Tissot Superpole Race e Gara due - e controllare i piazzamenti di Rea. Impossible Mission per l’inglese, che però è tornato al successo a Magny - Cours, mostrando una verve nella guida e la voglia di provarci. Come andrà, andrà, la cosa certa è che, tra i due contendenti, in questo momento è Johnny colui che ha tutto da perdere. Per Redding, rookie SBK, (quasi) tutto da guadagnare.

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In pratica, lo stesso filone positivo di Rea: 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e... forse 2020: la Casa di Akashi potrebbe - mancano pochi punti - aggiudicarsi anche il titolo costruttori, classifica importante in termini di prestigio. A dar man forte ci penserà Alex Lowes, confermato anche per la stagione 2021.

Andando a ritroso, vediamo Aprilia sugli scudi dal 2014 sino al 2012. Per Ducati, l’ultima volta è datata 2011, anno in cui la Rossa vinse pure l’ultimo titolo piloti con Carlos Checa. Per quanto riguarda la classifica dei team, il KRT Provec guarda tutti dall’alto, ma l’Aruba potrebbe ancora farcela.

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La squadra Ducati di Gianni Ramello e Denis Sacchetti ha in Michael Ruben Rinaldi la rivelazione 2020. Il romagnolo è il pilota “privato” messo meglio in classifica, Loris Baz gli contende il primato. Il francese della squadra Ten Kate Yamaha è in forma e all’Estoril proverà a superare il rivale italiano.

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