Federico Caricasulo, non correrà nel 2021 per il team GRT. Il pilota ravennate è stato messo da parte a favor dell’introduzione di Kohta Nozane, giapponese ben stimato dalla Casa di Iwata, che affiancherà il confermato americano Garrett Gerloff.

Per il Carica non è una buona cosa, poiché adesso è costretto a cambiare tutto. Non essendoci più R1 libere, il numero 64 deve mirare ad altre selle:Infatti, è stata una notizia arrivata a sorpresa, non me l'aspettavo - svela - sino a due settimane fa i discorsi condivisi con Yamaha parlavano di mantenere la line up 2020, proprio perché quest’anno ho fatto pochi round con una Superbike. Considerando Estoril, sarà per l’ottava volta; poche per abituarsi al meglio”.

 È un bel salto da Supersport a Superbike.

"Sì, non è facile arrivare da una Supersport 600 e imparare tutte le peculiarità di una Superbike. Ci sono parecchie differenze tecniche da capire, che vanno dalla gestione elettronica alla potenza del motore. Inoltre, pure il format del weekend è diverso e va interpretato. In sole sette fine settimana ho dovuto adattarmi ad ogni aspetto e, considerando questo ragionamento, non credo di aver disputato un brutto campionato, anzi. Sono cresciuto sempre, sono entrato in top ten più volte, ad Aragòn ero addirittura quarto”.

Resta un ultimo appuntamento, ma puoi già stilare un breve bilancio?

“Penso sia stata una ‘annata’ positiva, benché corta ed inficiata dal problema che tutti conosciamo. Comunque, non è mica finita: qui in Portogallo voglio fare molto bene. Il mio obiettivo è lavorare nel modo giusto e lottare per ottime posizioni. Non conoscono il tracciato, mi ci abituerò presto”.

 Quali obiettivi hai adesso?

"Il mio target sarebbe continuare il percorso intrapreso in Superbike. Credo che la mia storia in Supersport è già stata scritta. L’anno scorso ho lottato sino alla fine per il titolo mondiale, perso per soli cinque punti. Sarebbe un peccato abbandonare la Superbike, questo percorso è buono, mi sento sempre più competitivo. Tornare in 600 sarebbe come fare un passo indietro. Voglio provare ad avere una buona sistemazione in Superbike”.

 Sei legato a Yamaha o potresti liberarti?

Sono legato a Yamaha finché Yamaha mi darà una moto. Altrimenti, valuto altre opzioni. Ho valide proposte da alcuni top team della Supersport, so che con loro potrei puntare al titolo. Però, come ho detto, vorrei continuare nella top class delle derivate”.

Ipotesi Moto2: troppo tardi muoversi adesso


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Sì, ma poi mi ritroverei al punto di partenza. La 600 è una gran bella categoria dove, però, il pacchetto completo determina una grande differenza. Lì è bello correre, ma si arriva presto al limite. In Superbike, invece, il margine di crescita è maggiore. Il vero valore di un pilota si vede in Superbike, perché tutti i ragazzi vanno forte, dal primo all’ultimo ed ogni piccolo dettaglio influisce nel risultato finale. Contrariamente, in Supersport vanno forte i primi cinque. Ripeto, in Superbike sto imparando di più e qui vorrei rimanere”.

Valuteresti una ipotesi Moto2?

Avendo ricevuto così tardi la notizia, non intravedo posti per me in Moto2. Perlomeno, al momento. Per fare un discorso del genere, mi sarei dovuto mettere in moto prima, ora siamo già a metà ottobre. Credo proprio che rimarrò nel paddock delle derivate”.

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