Memorabilia oggi, per un ricordo che risale ad esattamente a 24 anni fa. Era il 27 ottobre 1996 e, in quel di Phillip Island, Troy Corser divenne per la prima volta Campione del Mondo SBK. Proprio sulla pista di casa, di fronte al pubblico amico, l’australiano dette a Ducati il titolo piloti, portando al successo finale la 916 del team Promotor.

Il numero 2 riuscì a contenere gli attacchi dello neozelandese Aaron Slight e dell’americano John Kocinski. Il pilota Honda, nel tentativo di copiare il passo del Coccodrillo, cadde nella gelida curva Siberia, mentre l’ex iridato della 250 non fece meglio di un settimo posto. Troy salì sul podio, dopo la furia connazionale Anthony Gobert con Kawasaki e Colin Edwards, portacolori Yamaha.

Un episodio sembrò, in primis, sancire la fine. Corser centrò in pieno un gabbiano, tanto da riportare la rottura del plexigliass della sua moto. Per lui, Gara due fu una disfatta, ma non del tutto. Infatti, Slight e Kocinski non furono in grado di affermarsi nemmeno una volta, anzi, in doppietta andò The Go Show. Per l’allora ventiquattrenne di Wollongon arrivò il primo iride di carriera, tra sorrisi e brindisi.

Il bis iridato nove anni dopo: da Ducati a Suzuki


Non appagato. Troy siglò il bis personale. Non subito, tuttavia, bensì nove anni dopo. Mica pochi per un pilota, ma Corser è stato uno dei più longevi e talentuosi interpreti della SBK. Da quel 1996 al 2005, l'aussie alternò esperienze in 500, il ritorno nelle derivate, con grandi risultati.

Avrebbe potuto vincere anche nell'edizione 1998, ma un infortunio rimediato a Sugo glielo impedì. No problem, missione solo rinviata. Nel mezzo, eccellenti stagioni ancora con Ducati, poi con Aprilia, un po' meno in Petronas. Sino alla chiamata Suzuki. 

Nel team Alstare Corona di Francis Batta, l'asso Down Under si trovò come a casa propria. Con una GSX-R cucitagli addosso, TC#11 ha battuto tutti, laureandosi Campione del Mondo 2005. Per lui fu una seconda impresa, che confermò la propria attitudine: andare forte con ogni mezzo, indipendentemente dalla Marchio scritto sul serbatoio.

Per Ducati, la 2020 è un'altra stagione piuttosto avara di risultati