Siamo ormai a novembre e, di solito, in questo periodo dell’anno i team già lavorano in ottica futura. Cioè, il 2021, nella fattispecie. È vero, la prossima stagione agonistica, a quanto pare, partirà più in là rispetto a quanto ci eravamo abituati: anziché scattare da Phiillip Island a fine febbraio, il Mondiale SBK racconterà il primo round ad aprile iridato, per una tappa europea.

 C’è tempo per fare tutto bene. Certo, infatti, alcuni team “metteranno” le mani avanti tra due settimane, all’Angel Nieto di Jerez de la Frontera. In Andalusia si terranno due giorni di test, a cui vi prenderanno parte Honda, BMW, Yamaha e Kawasaki, quest’ultima casa presente anche con le formazioni indipendenti.

Mancherà qualcuno? Sì, evidentemente. Ducati non proverà. Decisione presa in anticipo ed annunciata all’Estoril - forse prima - data da diversi fattori. Il materiale tecnico non è pronto e solo Aruba Factory ha una definizione di uomini e risorse. In più, ci sarebbe da salvare il soldato Davies, non ufficiale, che vorrebbbe esserlo.

Panigale V4 R non ancora pronta


Ampiamente rivista in alcune aree (serbatoio carburante, codone posteriore, telaietto reggisella, parti della ciclistica, aggiornamenti di elettronica e soluzioni inerenti all’avantreno) la V4 R 2020 è ancora più sofisticata del modello 2019.

Capace di vincere con ben tre piloti - Redding, Davies e Rinaldi - la Rossa viene ancora reputata la moto da battere, sebbene titoli corridori e costruttori siano andati alla concorrenza, cioè, Kawasaki.Per provare a sovvertire questa tendenza, a Borgo Panigale stanno lavorando sodo: la versione 2021 della Superbike bolognese non sarà pronta prima di gennaio, sicché, non avrebbe troppo senso presentarsi a Jerez.

Resta da capire in quale direzione è stato indirizzato lo sviluppo. Favorirà le grosse taglie o quelle minute? Conoscendo la bontà degli ingegneri Ducati, la moto andrà bene per tutti. Sarà il lavoro dei team a fare la differenza. A proposito: quali team?

Squadre indipendenti tuttora senza piloti


Go Eleven, Barni, Motocorsa e Brixx. Quattro team per (almeno) quattro piloti. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione in Casa Ducati. Non sappiamo se direttamente sul posto o via internet, come suggeriscono i tempi moderni. Di fatto, la discussione era: quali piloti affidare alle formazioni appena citate?

Sostanzialmente, i nodi sono due: Davies e Rabat. Chaz è stato “accomodato alla porta” dal team Aruba, ma piace tuttora a Ducati. Dove e come piazzarlo? In prima linea ci sarebbe Go Eleven, che attende lumi. La squadra di Gianni Ramello e Denis Sacchetti ha precisato di non disporre del budget per poter pagare il gallese, ma questo è un problema risolvibile. La questione è un’altra: il numero 7 vuole V4 R ed aggiornamenti factory, altrimenti non ci pensa nemmeno. L’ipotesi MotoAmerica? Interessante, però il Mondiale è meglio.

 A quanto pare, Tito Rabat non sembra interessato alla SBK. Quantomeno non ad una soluzione privata. Lo spagnolo non trova posto (per ora) in MotoGP e viene caldeggiato per il paddock delle derivate? Va bene che egli non abbia colto clamorosi risultati in Top Class, tuttavia, Esteve è pur sempre un iridato Moto2. Accetterà di figurare tra gli indipendenti, senza la possibilità reale di giocarsi il titolo?

Motocorsa ha più opzioni. La squadra di Lorenzo Mauri non ha più Tati Mercado, e le voci di un nuovo Bayliss in arrivo fanno sognare. Qualora l’australiano non arrivasse, abbiamo in lizza Eugene Laverty, Matteo Ferrari, Samuele Cavalieri. Inoltre, c’è pure Loris Baz in cerca di sella. Brixx non ha un pilota, la stagione con Sylvain Barrier non è stata soddisfacente. Il francese ex Ten Kate sarebbe un acquisto interessante.

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