Garrett Gerloff, cioè, il pilota americano del momento. La notizia che il texano vada a sostituire Valentino Rossi nel team Yamaha MotoGP ha fatto crescere le quotazioni del ragazzo di Spring, una cittadina del Texas dove, più che pensare ai semimanubri delle moto, si preferiscono le corna dei tori.

Proprio dallo Stato più orgoglioso di tutti gli USA, il numero 31 arrivò in Italia dal MotoAmerica. Esattamente un anno fa, quando nella fiera EICMA di Milano, non pensavamo a mascherine e distanze sociali. Garrett si presentò nello stand Motosprint sorridente, sottoponendosi alla prima intervista ufficiale da lui rilasciata ad una testata europea.

L'ambiente gli piacque subito: "C'è una nebbia pazzesca e si vede poco - le sue parole divertite - ma... apprezzo. Però, spero che a Barcellona ci sia sempre il sole: ho scelto di vivere lì, per potermi allenare tutti i giorni". Infatti, Gerloff risiede nei pressi di Barcellona ed esce in bicicletta spesso e volentieri.

Inizio in salita per toro scatenato


Durante i test di Phillip Island, un dettaglio ci parve immediatamente evidente. I colori di casco e stivali di Garrett erano simili - se non uguali - a quelli di Michael Van Der Mark. Per poter distinguere l'americano dall'olandese, bisognava puntare gli occhi su alcuni dettagli delle rispettive moto: "A me piace l'arancione - ci disse il neo acquisto GRT - che devo farci?".

Nulla, che devi fare? Dare gas e via. E lo fece, subito. Solo che, un incidente rimediato nella per lui sconosciuta Phillip Island, gli tarpò in primis le ali: "Mi ritrovai all'ospedale di Melbourne - ci ha raccontato - per i controlli del caso. Io stavo benone, volevo tornare in sella, però i medici me lo hanno impedito. In pratica, sono stato placcato come un giocatore di football".

Viso pulito, altro che cowboy


Il texano arriva da un posto dove la gente non si fa problemi: barba e capelli, da quelle parti sono sfoggiate in grande stile. Non da tutti e lui rappresenta l'eccezione che conferma la regola: "Tengo i capelli corti, perché è più pratico infilare la testa nel casco - è vero - e poi, sono liscio per un motivo molto semplice".

Quale motivo? Il sorridente corridore proveniente da Oltreoceano sembra un ragazzino uscito dalle scuole superiori. Ecco svelato il segreto: "Non mi cresce la barba! Ho provato a lasciarla galoppare un po', invano. Dopo qualche giorno ho solo qualche pelo qua e là, niente di che. Tanto vale radersi completamente". Ben fatto.

R1 M, gomme Pirelli e piste mai viste: "No problem, guys"


La Yamaha che Gerloff usava - bene - nel MotoAmerica era un po' diversa da quella portata in gara nel mondiale SBK: "Specialmente nella sezione elettronica" ha precisato lui, ma la vera novità da affrontare e capire le aveva sotto le ruote: "Le Pirelli non hanno niente a che vedere con le Dunlop" ha spiegato "Tuttavia, le ho capite ed interpretate senza problemi"

A GG le coperture italiane sono piaciute, sia su asciutto che quando pioveva. Eccellente. Ed i tracciati? Ecco il suo feedback: "Phillip Island è incredibile, perché ci si tuffa nell'Oceano. Mai vista prima una cosa del genere. Tutte le altre sono tecniche e divertenti, andarci forte facile non è. Ci proverò sempre, questo è certo. Sono qui per questo".

Soldato USA spedito in Europa per conquistare il mondo


Garrett ha lasciato casa, il Texas, senza portarsi con sé amici o parenti. Macché. Gerloff ha preso un biglietto aereo di andata e si è ritrovato nel Vecchio Continente. Gli abbiamo chiesto se gli mancassero Stati Uniti ed affetti: "Sì, un po'. Ma ho fatto una scelta. Sono qui per correre in moto. Sono qui per fare bene. Altrimenti..."

Altrimenti sarebbe rimasto là, ovviamente: "Esatto, perché i due mondi differiscono tantissimo l'uno dall'altro. Lo stile di vita, non solo il paddock USA, è davvero diverso dalle usanze europee. Bene, imparerò abitudini nuove. Ho lasciato un posto che amo per vincere in moto". Sempre con il sorriso.

Il podio e le critiche


In un crescendo di velocità e prestazioni, il portacolori GRT è salito sul podio di Barcellona. Al Montmelò un terzo posto per lui, che avrebbe pure essere secondo: "Mi sono dato dello sciocco, lo avevo in tasca" con la conferma di appartenere alla cerchia dei top rider SBK: "Davvero lo pensi? Mi sento onorato".

Sì, lo abbiamo pensato e scritto: Gerloff, dal Montmelò in avanti, è entrato nella top list delle derivate di serie. Avrebbe lui anche potuto fare bene a Magny - Cours, solo alcuni episodi lo hanno limitato: "Tra l'altro, non ho proprio toccato le BMW di Sykes e Laverty. Davvero. Mi dispiace per la loro caduta, non è colpa mia". Rivedendo le immagini, il texano ha ragione. Però di parole ne ha ricevute, mantenendo sempre la calma.

SBK Magny Cours, Sykes: “Gerloff ha fatto una mossa sconsiderata”

I giri di pista a piedi


Usanza ormai comune di ogni pilota, il giro del tracciato in questione. Bicicletta o monopattino? Nossignore, a piedi. Garrett lo fa con uomini GRT, scambiando opinioni. Un giorno è capitato pure a noi: "Ayrton Senna ha lanciato questa moda? Wow".

Sì. Garrett. L'asso brasiliano della Formula 1 tracciava con attenzione ogni millimetro del nastro d'asfalto, notando tutto: buche, traiettorie, cordoli. Vie di fuga comprese: "In effetti, farlo lascia una sensazione di consapevolezza" ci ha confermato "infatti, poi in sella mi trovo meglio". Ben fatto alla seconda.

Team Crescent ufficiale? Preferisco rimanere in GRT


Perché alcune testate scrivono di una scelta Yamaha diretta su Locatelli, preferito a Gerloff nella squadra Factory con Razgatlioglu? Non è vero. Attenzione, a noi fa immenso piacere che Andrea abbia una opportunità più che meritata, ma le cose vanno raccontate nel giusto modo.

Garrett aveva in tasca un contratto con la Casa dei tre diapason, valevole per due anni. Il primo in GRT, il secondo... pure. Nel senso che è stato lui a voler rimanere con Filippo Conti e Mirko Giansanti: "Mi trovo benissimo qui, perché cambiare? Passando in Crescent, dovrei ambientarmi nuovamente. In GRT voglio dare continuità al mio lavoro". 

La MotoGP? Naaa, mmm, apperò


Fu Ben Spies a mettere in contatto Gerloff con il paddock europeo: "Devo ringraziarlo, il suo aiuto è stato fondamentale. Mi piaceva come pilota, lo apprezzo anche come persona" ha svelato Garrett più volte. Poi, lo abbiamo stuzzicato: "Ehi, guarda che Texas Terror ha vinto in SBK, poi è andato in MotoGP. Il prossimo potresti essere tu".

E lui? Ci ha pensato, ha sorriso e..."Naaa, beh. Mmm, cioè. Ok, dai. Mi piacerebbe, però prima voglio fare bene in SBK. Ora non penso alla MotoGP, lo farò più avanti. Chiaro, nel Motomondiale hanno gareggiato miti come Rainey, Schwantz e tanti altri. Non so se arriverà il mio turno" Amico, il tuo turno è arrivato, eccome. Adesso tocca a te.

Il pensiero di Wayne Rainey: Cameron Beaubier sorprenderà tanti