Una cosa è certa, il piccolo trasloco in MotoGP non ha deconcentrato Garrett Gerloff, che tornato sulla sua R1 del team GRT ha subito conquistato la prima posizione, perlomeno per quanto concerne la prima giornata di test in quel di Jerez. Per un attimo l’americano ripensa a quanto fatto a Valencia, quando in sella alla M1 ha sicuramente ben figurato.

“E’ stata una bellissima esperienza – racconta Garrett - che mi piacerebbe replicare. Sinceramente ho sperato di poter fare qualche sessione in più, dato che in sole due sessioni non è facile capire una MotoGP, specie se il meteo non è ottimale. Sono molto felice del fatto che Yamaha mi abbia dato tale occasione, così come sono felice che Valentino stia bene”.

Passando a quanto fatto oggi il bilancio resta positivo, e non potrebbe essere altrimenti.

“Sono stato veloce specie nel finale di giornata, e mi sono trovato a mio agio sia con la R1 2019, con la quale ho iniziato la giornata, che con la 2020 con la quale ho svolto la maggior parte della giornata. Ho fatto alcune modifiche che mi hanno aiutato nel corso della giornata: sono contento di essere sulla strada giusta”.

"Ho toccato un cordolo e sono caduto"


L’unico neo della prima giornata di test in ottica 2021 è la caduta in cui Gerloff è incappato a fine giornata, a causa della stanchezza e… di un cordolo.

“Avevo terminato il mio lavoro ed ero piuttosto stanco, stavo percorrendo un giro di recupero quando ho toccato un cordolo e sono caduto, tra l’altro nella curva precedente all’ingresso dei box. Danni? Abbastanza”.

Aldilà di ciò il portacolori del team GRT promuove la R1 2020, migliore della precedente ma senza stravolgimenti.

“All’inizio il motore mi è sembrato davvero molto più prestante, ma dopo essere salito sulla 2019 e nuovamente sulla 2020 è difficile dirlo con certezza. Credo comunque sia ottimo, grazie a tanti piccoli dettagli che devo ancora esplorare del tutto: le moto che ho guidato oggi sono simili in fin dei conti, e mi hanno regalato entrambe ottime sensazioni”.

L’ultima battuta Garrett la riserva per il suo connazionale Cameron Beaubier, che il prossimo anno tenterà l’avventura in Moto2.

“Penso che possa fare bene. L’adattamento potrebbe non essere facile, ma sono sicuro che Cameron riuscirà a superare tutti gli ostacoli”.

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