Toprak Razgatlioglu raramente ride. Sì, quando vince il turco sorride, ma è raro vederlo veramente gaudente o pazzo di gioia. Il suo carettere, rispettabilissimo e rispettoso, è focoso in pista e molto contenuto nel paddock. Per questo motivo piace, per un altro motivo vanno prese con attenzione le sue parole di oggi, fornite con lo sguardo molto soddisfatto: "Sì, perché sono contento di come sia andata la due giorni di test - spiega - abbiamo lavorato bene, capendo che la direzione intrapresa sia quella giusta".

Detto questo, il numero 54 esprimeva piccole smorfie. Cioè, sorrisi. Questo è accaduto per un motivo ben preciso; la R1 M gli è piaciuta: "Tantissimo - conferma - sebbene non fosse completamente in versione 2021, la mia Yamaha si è mostrata immediatamente performante. Molte parti provate erano inedite, ho notato come la moto ora consenta di curvare meglio. Sì, la R1 ora volta come piace a me: rapida, reattiva, immediata".

La SBK ora si fermerà - tranne KRT che andrà ad Aragòn - sino a gennaio e Toprak si dedicherà all'allenamento: "Voglio arrivare con il corpo pronto e la testa libera - svela - sapendo bene che l'anno prossimo sarà importante per me e per il team Crescent. Il nostro obiettivo è fare... il meglio possibile che, tradotto in parole chiare, è provare a vincere il titolo".

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Johnny ha girato più forte della RC213 V di Stefan Bradl. D'accordo, il tedesco è un tester HRC e non svolge il ruolo da fulmine di guerra. Però, mettere alle spalle un prototipo è sempre cosa buona e giusta: "Certo che lo è - dichiara Toprak - a Jerez le SBK possono fare questo. Sarà per il particolare tracciato, vuoi anche per le gomme. A proposito, Rea è sempre forte con la copertura soffice da qualifica. Credo che abbia fatto la differenza, oltre alla nuova Kawasaki".

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