Rieccovi uno dei tormentoni, tipici di una stagione ferma: per la serie Classici d’Inverno (benché si tratti questo novembre di un mese autunnale) la proposta del giorno è la stessa di circa cinque anni a questa parte.

Johnny Rea dominerà ancora in SBK o troverà pane per i suoi denti? Il Cannibale ha vinto le ultime sei edizioni, di fila, del campionato ed è stato spaventato solo qualche volta da qualcuno e ci chiediamo se l'anno prossimo la Ninja avrà ostacoli più concreti da abbattere.

Ricordiamo, ad esempio, Tom Sykes a parità di Kawasaki e Chaz Davies con la Ducati Panigale bicilindrica. Oppure, ancor meglio, Alvaro Bautista nel 2019, quando lo spagnolo sembrava aver messo fine all’egemonia del nordirlandese. La V4 R numero 19 stava dominando in lungo ed in largo, sino al calo di metà cammino. Fatale per il pilota Aruba, decisivo per il portacolori Provec.

 Quest’anno è stato diverso dal solito, perché più corto e concentrato, dal punto di vista dei round. Ad un certo punto. Scott Redding aveva in mano la situazione, forte dei successi ottenuti a Jerez. Però, a Portimao è arrivata la risposta del più volte iridato, per una tendenza che lo ha portato all’ennesimo alloro. Come detto più volte, il sesto.

Per sconfiggere il Re ci vuole un ribelle. Cioè, un suddito che... non soffra di sudditanza. Un avversario veloce in sella e tenace di testa, che faccia capanna con il proprio box e pensi solo ad una cosa: piegare la supremazia verde. Qualcuno - o qualcosa - potrà riuscirci, nonostante Akashi abbia portato in pista un nuovo gioccatolo?

Duo Ducati dalle alte aspettative ma... sarà conflitto interno?


Scott Redding potrà giovare di una stagione - sebbene non completa rispetto al programma originale - nel team Aruba Factory. Non male per l’inglese, dato che nel 2020 ha dovuto imparare tante nozioni a lui nuove. Moto, gomme, alcuni tracciati. Ed ambiente, per un corridore “allontanato” dal Motomondiale, vincente in patria, ben accolto in SBK. Diciamo che il 2021 potrebbe essere l’anno suo? Diciamolo.

 Sempre che Michael Ruben Rinaldi si troverà d’accordo. I due ancora devono misurarsi, test dell’Estoril a parte. Nuova squadra, equilibri che si spostano, per una team rosso che ha una punta italiana pronta a giocarsi tutto. Rino avrà bisogno di accumulare chilometri e trovare acclimatamento ma, ci contiamo e lo abbiamo visto, se c’è un rivale che non tema Rea, questo è proprio il romagnolo. L’unica tensione (nostro pensiero, precisiamo, non una certezza data da fattori oggettivi) potrebbe essere rappresentata da una lotta interna autolesionista per Ducati. In Kawasaki non accadrà mai, in quanto JR#65 ed Alex Lowes offrono due rendimenti assai differenti.

Yamaha, bombe turco - americane, non sappiamo se in numero sufficiente


Toprak e Garrett, per due formazioni gemelle. Razgatlioglui affronterà il secondo anno con il team Crescent, Gerloff si ripresenterà al via insieme a GRT. Benissimo, qui c’è una coppia che vanta talento esplosivo, freschezza e doti di coraggio. Inoltre, la nuova R1 M ha ben promesso nei test dell’Angel Nieto. Manca qualcosa?

Sì, il fattore continuità. In pratica, la capacità di risultare costanti in tutto l’arco della contesa. Johnny ne è pienamente capace, qualche dubbio si pone sul turco e pure sull’americano, velocissimi, non ancora avvezzi a pressioni di sovente alta classica. Per battere Rea, i due dovranno sapersi svezzare.

BMW nuova, problemi vecchi o VDM soluzione valida?


Oppure, Michael Van Der Mark - nuovo acquisto del team SMR - regalerà alla squadra anglo - tedesca il salto di qualità? Un assaggio 2021 lo abbiamo visto all’Estoril e, tempi sul giro a parte, l’olandese ne sembrava uscito soddisfatto. Il progetto sarà tutto nuovo, ancora, e a Monaco di Baviera snno che possono solo migliorare.

Ricordiamo Tom Sykes, voglioso di riscatto. Mister Superpole si è stancato di aver sul gobbo la nomea del più rapido sul giro secco - tra l’altro, nel 2020 l’inglese è scattato primo solo a Phillip Island - e vuole tornare sul podio ed in vetta. Con una M1000 RR tutta da sviluppare, come si potrà contrastare squadre che vantano esperienze di anni? Tuttavia, mai dire mai.

Honda. Il 2021 è decisivo e urge almeno una vittoria di manche


HRC vuole risultati e, se quest’anno è stato foriero di (validi) alibi, il prossimo sarà più esigente, in termini di ordini d’arrivo. Alvaro Bautista vivrà la seconda stagione di un contratto biennale, mentre Leon Haslam fruirà di un rinnovo. Coppia stabile e mai polemica - entrambi sono grandi professioni - però non propriamente al top. È vero, la CBR RR-R era un progetto totalmente inedito, la squadra pure, tutto andava messo assieme.

In Giappone sanno ciò e attendono il primo round con ambizioni grosse. Almeno una vittoria deve essere marcata Honda, traguardo onestamente possibile. Per quanto riguarda il titolo, al momento, non possiamo promettervi una Fireblade davanti a tutti.

 Casey Stoner pensa che, forse, Joan Mir non sia il pilota più talentuoso, ma il maiorchino ha lavorato sodo