Durante un meeting ufficiale HRC, tenutosi via Zoom dopo la presentazione dei programmi ufficiali 2021, Alvaro Bautista era sorridente, come sempre, ma più barbuto del solito. Lo spagnolo si gode il periodo di riposo invernale, prima di tornare in azione per un 2021 che attende al varco lui e la squadra Honda impegnata in SBK.

Il primo anno speso dal numero 19 insiema alla Casa dell'ala dorata è stato inficiato dai problemi legati all'attualità: "Sì, diciamo che la stagione 2020 sia da definirsi strana - conferma, riferendosi a Covid e lockdown - perciò abbiamo dovuto affrontare un campionato sprint, con tanti eventi uno in fila all’altro. Per noi, la cosa più difficile era sviluppare la moto, completamente nuova, come tutto il progetto HRC in SBK. Avevamo bisogno di molto tempo da spendere in prove libere, utili per presentarci pronti alle gare. Tuttavia, penso che il lavoro fatto risultasse molto buoni, tutti insieme ci siamo concentrati ed impegnati in un lasso di tempo davvero ristretto".

Tempo ristretto ma piazzamenti da protagonista e pure il podio calcato ad Aragòn.

 "Il nostro rendimento vede risultati costanti da top five, sebbene si abbia cambiato il metodo di lavoro, inficiato dal poco tempo a disposizione. Tutto sommato siamo contenti di quanto fatto, anche se sappiamo che il nostro target rimanga la vittoria. Però, il passo in avanti compiuto sarà importante per il futuro. Siamo sulla giusta strada, le idee di sviluppo sono chiare, la CBR RR-R progredirà in termini di velocità e costanza. Le performance della Fireblade sono buone, per il 2021 avremo nuove idee e possibilità di crescita, per una collaborazione totale tra tutti noi: me, Leon, il team, gli ingegneri HRC e la Casa”.

Avete chiuso con il test di Jerez, in preparazione futura.

Parliamo di un test importante, quello fatto all’Angel Nieto. In Andalusia abbiamo potuto apportare modifiche impossibili da pensare durante un weekend di gare, proprio perché di tempo non ce ne è. In due giorni, grazie anche a condizioni meteo perfette, il lavoro di set up e tutte le informazioni accumulate sono poi state spedite in Giappone, dove lo staff Honda analizzerà ogni singolo dato. Non avevamo qualcosa di veramente nuova, però potremo capire se la direzione presa sia quella corretta o meno. Gli ingegneri hanno tanti file sui quali operare, il loro operato è molto utile”.

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Ducati ha una collaborazione stretta tra i diversi team. Prendiamo, per esempio, Barni e Go Eleven, veramente legati a Borgo Panigale. Questo non è successo in Honda, con Moriwaki piuttosto indipendente dall'operato ufficiale di Bautista ed Haslam: "Perché, al momento - Alvaro ne spiega il motivo - considerando la gioventù del progetto, penso che sia meglio rimanere concentrati su cio che abbiamo da fare in seno al nostro team, l’HRC. Essendo in pratica un inizio, avere più moto da sviluppare non sarebbe più semplice di quanto effettivamente lo sia con due. Il materiale da provare è tanto, ogni cosa deve essere ponderata nell’obiettivo di migliorare sempre. Magari Honda potrebbe avere idee diverse nel futuro, al momento la Casa si sta impegnando al massimo con la squadra ufficlale, per trarre il massimo possibile”.

Non sappiamo quando Marquez tornerà: con Pol Espargarò in MotoGP potresti starci tu. Hai tutto ciò che serve: velocità, conoscenza, esperienza.

Io sono un pilota HRC, inserito nel progetto SBK, ma... se Honda mi offrisse qualcosa da fare in MotoGP, come sessioni di test o aiuti di qualsiasi genere, per me sarebbe solo un vero piacere. Però, al momento io e l’azienda siamo veramente focalizzati nell’impegno relativo alle derivate di serie e, nel frattempo, auguro a Marc Marquez di tornare in sella al più presto e che arrivi presto ed in forma all’inizio del campionato”.

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