Le “migrazioni” più frequenti sono dal Motomondiale alla Superbike, e non viceversa. E il fatto che Jonathan Rea non abbia mai avuto una chance di poter dire la sua in MotoGP ne è la conferma: nato in sella alle quattro tempi, ha vinto il suo primo titolo iridato nella classe regina delle derivate dalla serie nel 2015, quando aveva 28 anni. Avrebbe potuto dire la sua in MotoGP? Non si saprà mai.

A rammaricarsene per primo è proprio il nordirlandese, che continua a ricevere riconoscimenti a ripetizione per la sua straordinaria carriera, ma che non ha avuto modo di disputare una stagione MotoGP.

"In MotoGP correrei con Honda"


"Sono deluso di non aver mai avuto questa opportunità, ma è la vita", ha detto Rea in un'intervista a Moto Journal. “Sono felice di aver corso con Honda, perché mi ha dato l'opportunità di correre con Repsol”, ha aggiunto riferendosi alla sua esperienza nel 2012, quando Honda lo ha scelto per sostituire l'infortunato Casey Stoner alla Repsol Honda in due Gran Premi, in entrambi dei quali è andato a punti.

“Se potessi scegliere una moto per correre nella classe regina, sceglierei quella perché è la più iconica", ha aggiunto Rea a proposito di Honda. "Sono molto grato di aver avuto questa opportunità. Onestamente, avrei preferito comunque fare solo quelle due gare con quella moto piuttosto che correre un'intera stagione su una moto con cui sarebbe stato impossibile essere competitivi”, ha detto ancora Rea.

“Avrò sempre il dubbio in mente: cosa avrei potuto fare in MotoGP? Ma le cose stanno come stanno. Questa è la vita. Sono un pluricampione del mondiale Superbike e mi piace molto la vita che sto avendo lì", ha concluso Rea.

Quei due Gran Premi nel 2012


A rendere ancora più giustificato il rammarico, sono i risultati colti da Rea in quell’unica occasione: ottavo al Gran Premio di San Marino e settimo al Gran Premio di Aragon.

Rea aveva fatto il suo debutto nel mondiale nel 2009 con la Honda di Ten Kate, e nelle stagioni successive aveva colto diverse vittorie sulla Fireblade CBR1000RR. Ma passare da una Superbike alla RC212V MotoGP ha significato, ovviamente, cambiare tutto: dalle gomme all'elettronica, ai freni, estremamente lontani da quello che Rea aveva a disposizione nel mondiale Superbike. Tutto questo continuando ad alternarsi con i weekend del mondiale Superbike per quattro weekend di gare consecutive.

Tra l’altro il primo weekend di Rea in MotoGP a Misano non è stato un debutto facile: le due sessioni di prove libere di venerdì e le FP3 di sabato erano state disputate sulla pioggia, e la sua prima uscita in MotoGP sull'asciutto è arrivata in qualifica, ma Rea si è piazzato comunque nono, a 1,5 secondi dal poleman e compagno di squadra Dani Pedrosa. Alla sua seconda uscita in MotoGP, ad Aragon in qualifica era a poco più di un secondo dalla pole al settimo posto, e ha concluso a soli 32 secondi dal vincitore.

Occasioni mancate


Di lì, però, non è più successo niente fra Honda Repsol e Jonathan Rea, che nel 2015 è andato in Kawasaki. Successivamente il nordirlandese ha provato a correre in MotoGP, ma non ha mai ricevuto una proposta interessante. Già due anni fa Rea sottolineava quanto fosse dispiaciuto di non aver avuto questa opportunità.

Ci era andato molto vicino, proprio due anni fa, e sempre con Honda. Poi, però, sembra che la candidatura di Jorge Lorenzo lo abbia tagliato fuori. C’erano stati dei pourparler anche con Aprilia, che però non avrebbero convinto Rea. Ora, alla soglia dei 34 anni, sembra davvero tardi per l’approdo nella classe regina del Motomondiale. E come sarebbe andato Jonathan in MotoGP, magari quando aveva 28 o 30 anni, rimarrà per sempre un mistero.