Nelle due puntate precedenti abbiamo ripercorso le storie di Karel Abraham ed Alex Barros, una vita nel Motomondiale ed una “scappatella” in Superbike. Oggi facciamo il contrario parlando di una Leggenda della Superbike che ha un passato poco felice nel Motomondiale. Mettetevi comodi, state per leggere la storia di Mr Crocodile/Mr Superpole Troy Corser, il primo australiano campione del mondo in Superbike.

Gli inizi: motocross e dirt track


Troy Corser nasce il 27 novembre 1971 a Wollongong, in Australia. A differenza di altri piloti “nati” già in pista, la carriera del giovane Troy si sviluppa tra Motocross e Dirt Track. Disputa la prima gara in assoluto all’età di 10 anni proprio in Motocross per poi passare qualche anno più tardi al dirt track. 

La Superbike Mondiale e l’AMA (prima parte) - Yamaha e Ducati


Corser debutta nel Mondiale nel 1992 disputando gli ultimi due round stagionali in Australia e Nuova Zelanda in sella ad una Yamaha ottenendo complessivamente 14 punti.

A fine 92 arriva la chiamata di Ducati grazie al team Fast by Ferracci. Nel biennio 1993-1994 disputa l’AMA Superbike (quello che oggi è il MotoAmerica) vincendolo proprio nel 1994.

Sempre nel 1994 si alterna tra AMA e Mondiale Superbike disputando 4 round nei quali va a podio in 5 delle 8 gare disputate chiudendo la stagione con 90 punti in 11^ posizione.

Nel 1995 diventa pilota titolare Ducati accanto al campione in carica Carl Fogarty. A fine stagione centra il titolo platonico di vice campione del mondo con 339 punti, 4 successi e complessivamente 15 podi.

Con Carl Fogarty passato in Honda nel 1996, i gradi di capitano in Ducati passando proprio a Troy. L’australiano non si fa trovare impreparato ed alla sua seconda stagione full time in Superbike centra il primo titolo della carriera con 369 punti, 7 vittorie e 13 podi complessivi.

La 500 - RedBull Yamaha, fallimento


Nella stagione 1997 Troy tenta l’avventura nel Motomondiale in classe 500 con la Yamaha YZR500 del team RedBull WCM. La sua avventura dura però solamente 7 gare. Dopo il Gran Premio d’Olanda infatti viene appiedato dal team per problemi contrattuali. Il bilancio di quella sciagurata mezza stagione in 500 parla di solamente 11 punti conquistati con 4 gare portate a termine.

La Superbike Mondiale (seconda parte) - Ducati, Aprilia, Petronas, Suzuki, Yamaha, BMW


Archiviata la delusione della 500, la Ducati offre a Troy un posto nel team di Virginio Ferrari in coppia con Pierfrancesco Chili per la stagione 1998. Corser ci mette poco a rimettersi in forma per lottare per il titolo e fino alla gara finale di Sugo è in testa al campionato. Quello che succede poi la domenica di Sugo è storia: rovinosa caduta nel warm up alla prima curva e fuori gioco per il resto della giornata. Troy sarà comunque terzo con 328,5 punti e due sole vittorie (gara-1 a Laguna Seca e gara-2 di Brands Hatch)

SBK: Fogarty, Chili, Corser, Slight in "Una Poltrona per 4", edizione 1998

La stagione 1999, l’ultima con Ducati, si apre con un doppio podio in Sudafrica ed una grandissima doppietta nella sua Australia davanti al compagno di box Fogarty. La stagione è vissuta quasi tutta sul duello tra Fogarty e Corser con l’ingresso anche del giovane Colin Edwards. A fine 99 Carl vince il suo quarto ed ultimo titolo piloti mentre Troy chiude ancora al terzo posto.

A fine 99 Corser accetta l’offerta di Aprilia per portare in pista la RSV1000 nel 2000. Stagione spettacolare quella dell’Australiano e della bicilindrica di Noale: terzo posto con 5 successi, 8 podi e 310 punti.

L’anno successivo, il 2001, è invece piuttosto problematico per il team Aprilia. Arrivano soltanto 2 successi (round di apertura a Valencia) con Corser che chiude al quarto posto.

Tra il 2001 ed il 2002 l’ex compagno di squadra Fogarty lo chiama per proporgli il suo progetto: la Foggy Petronas. Fogarty è convinto che Corser possa dare una grande mano allo sviluppo e Troy accetta. Passa tutto il 2002 a sviluppare la FP1 per prepararsi al debutto nel 2003.

La stagione 2003 è piuttosto problematica: la moto è tanto bella quanto terribilmente piena di problemi. Corser ci mette del suo regalandosi un quinto posto in gara-1 nella sua Australia ma è un fuoco di paglia. 12° a fine stagione con soli 107 punti

Meglio la stagione successiva nella quale Corser riesce a centrare il secondo posto a Misano in gara-1 chiudendo il campionato in 9^ posizione con 146 punti.

Petronas FP1: pochi risultati, ma tanta bellezza

A fine 2004 il manager italo-belga Francesco Batta chiama Corser per offrirgli di passare in Suzuki con la nuova GSX-R K5. Troy accetta al volo e a Losail 2005 si presenta subito con un successo. La stagione 2005 è letteralmente dominata dall’australiano: 8 successi, 18 podi, 433 punti (massimo in carriera) ed il secondo titolo mondiale.

L’anno successivo, il 2006, parte per riconfermarsi campione ma durante la stagione la sua Suzuki non riesce a reggere il confronto con la Ducati 999F06 di Troy Bayliss e la Honda CBR1000RR di James Toseland. Corser abdica con onore in favore del suo connazionale chiudendo al quarto posto con 254 punti e due vittorie.

Nel 2007, a 15 anni di distanza dal debutto in Superbike, torna in Yamaha con al fianco il funambolico Haga. Stagione chiusa al quinto posto con 296 punti ma nessuna vittoria e solo 9 podi.

L’anno successivo, il 2008, è ancora in Yamaha a contendere il titolo al suo connazionale Bayliss. Per l’Australia è un sogno vedere due piloti che si giocano il Mondiale. A fine anno Troy chiude proprio alle spalle di Bayliss con 342 punti, nessuna vittoria ma ben 13 podi.

Gli ultimi tre anni della carriera Corser li spende in BMW per sviluppare la nuova S1000RR. E’ la fase calante della fantastica carriera di Mr Crocodile, che ha come ultimi due lampi i podi a Monza e Misano del 2010.

Mr Superpole


Uno dei vari soprannomi di Troy Corser è anche quello di Mr Superpole, soprannome che gli calzava a pennello in quanto maestro delle Superpole. In carriera l’australiano ne ha messe a segno ben 43: la prima in Germania nel 95, l’ultima a Misano nel 2008. 

Troy Corser oggi


Tutti si chiedono, che cosa fa Corser oggi? Ebbene, alla tenera età di 49 anni l’australiano è legato al marchio BMW con il quale organizza corsi di guida in pista sui più bei circuiti europei e non ed ogni tanto lo si vede portare al limite la S1000RR ma anche la nuova M1000RR, la moto che verrà utilizzata dalle squadre del Mondiale e dei campionati nazionali.

Accadde oggi: 24 anni fa, il primo titolo SBK di Troy Corser