Dalla pista al muretto è (quasi) un attimo. Ai test bagnati di Jerez è presente anche il nuovo team manager di Honda HRC Leon Camier, un ruolo sicuramente non facile per l’ex pilota inglese soprattutto se il tuo capo si chiama Alberto Puig

Dopo le prime parole rilasciate qualche giorno fa prima di volare a Jerez e seguire Haslam e Bautista per i primi test, l’ex pilota inglese ha incontrato i pochi giornalisti presenti sul tracciato andaluso per spiegare il suo stato di salute ed i motivi che lo hanno spinto a passare dall’altro lato del box.

“Con il problema alla spalla mi era impossibile continuare a correre”


Leon Camier, calatosi nel ruolo di team manager Honda Sbk, ha spiegato il perché dello stop forzato e del cambio di ruolo da pilota a manager. “Onestamente la spalla è stata un bel problema per me” - esordisce Camier - “è stata una situazione difficile da gestire. Ogni dottore a cui mi sono rivolto aveva una opinione diversa sul problema. Dicevano che si trattava di un nervo e che si poteva sistemare. Nella vita di tutti i giorni non mi dava problemi, potevo guidare ogni moto (motocross, supermotard, trial, enduro) senza problemi, quando poi salivo su una moto da pista ecco che usciva il problema. Se il problema è solo un nervo, so che può essere sistemato. Non è stata una situazione facile ma è così”. 

Poi aggiunge: “Ho avuto tanti infortuni. Non mi interessa correre tanto per, voglio correre se so che posso migliorare ed ottenere qualcosa, vittorie, podi. Purtroppo con questo problema alla spalla non mi era più possibile correre. Sarei potuto tornare in Inghilterra, trovarmi un buon pacchetto team-moto e correre lì ma ho perso la mia “fiammella” della voglia di correre e la motivazione per dare tutto quello che ho. In questa posizione da team manager posso trasmettere tutta la mia esperienza e dare una mano ad un team vincente”. 

“Aiutare Chaz Davies è stato un punto di partenza”


Una prima “prova” di team manager Camier l’ha svolta lo scorso anno aiutando Davies a capire dove migliorare nell’arco del weekend. “E’ stato interessante per me - spiega Camier  - ho aiutato Chaz nelle due gare che ha vinto qui stando in pista con lui. Ho avuto modo di vedere i punti postivi e quelli negativi dove c’era da lavorare per migliorare e dove era forte lui. E’ stato interessante, mi ha dato modo di confrontarmi con lui con quello che sentivo io. Ho fatto tre gare con Chaz e due le abbiamo vinte. Ho pensato di poter fare la differenza parlando con i tecnici e ascoltando le sue sensazioni, è una cosa più tecnica del mio lavoro attuale ma questa è la mia visione che spero di trasmettere in Honda”.

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“Alberto è un punto di riferimento per me”


Last but not least Camier parla della sua “promozione” a team manager Honda. “Alberto mi ha chiamato - spiega Leon - chiedendomi se ero interessato a questo ruolo. Mi ha spiegato molto bene il lavoro e come sarebbe stato. Come normalmente dovrebbe agire un team manager in questa situazione. E’ strano per me entrare in questo ruolo ma Alberto mi guiderà dandomi consigli. E’ un punto di riferimento per me”.

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