I 47 anni di Colin Edwards: l’emblema dei successi Honda in SBK

I 47 anni di Colin Edwards: l’emblema dei successi Honda in SBK

Ha spento le candeline Texas Tornado, al secolo Colin Edwards, vincitore di due titoli in Superbike con la VTR1000SP bicilindrica contro la Regina della Sbk, Ducati

28 febbraio

Quella di ieri, 27 febbraio, è una data importante. Ha spento infatti le candeline una icona della Superbike a cavallo tra la metà degli anni 90 ed i primi 2000, con un passato in MotoGP tra Aprilia, Gresini Honda, Yamaha, Forward Racing. Stiamo parlando ovviamente di Texas Tornado, al secolo Colin Edwards, che spegne oggi 47 candeline.

Quarto pilota americano ad essere incoronato campione del mondo nelle derivate di serie (dopo Merkel, Polen e Russell), ha vinto anche tre volte la prestigiosissima 8 ore di Suzuka, sentitissima dalle case giapponesi che chiamano ogni anno i migliori piloti per disputarla.

Gli inizi: dal motocross all’AMA Superbike


Nato a Houston da padre australiano, anch’egli ex motociclista, inizia a correre da piccolissimo. A 4 anni è già su una piccola moto da cross e disputa le prime gare amatoriali di cross vincendo alcuni trofei. Prosegue la sua carriera nel motocross e nel 1987 vince il titolo MX 80 cc.

A 16 anni passa dallo sterrato alla velocità su pista. Nel suo primo anno da pilota amatoriale, disputa delle gare dapprima su una Honda 600, poi su una RC30 ed infine su una Yamaha TZ250. E’ proprio con la TZ250 che ottiene i maggiori successi nella sua carriera amatoriale, vince 5 titoli nazionali AMA/CCS Race of Champions a Daytona ed 8 titoli nazionali nella WERA/GNF a Road Atlanta.

Dopo essere diventato professionista, vince 5 delle 9 gare dell’AMA 250cc National Series battendo in volata un altro figlio d’arte, Kenny Roberts Junior.

Nel 93, a 19 anni, passa all’AMA Superbike con Yamaha ed il team Vance & Hines, risultando quell’anno il miglior pilota americano della Superbike. A fine stagione chiude sesto, mentre nel 94 chiude quinto con anche tre vittorie consecutive.

La Superbike


Grazie ai risultati ottenuti nell’AMA, nel 95 Yamaha lo porta nel Mondiale Superbike. A fine stagione è solo 11° ma ottiene i primi podi della carriera, 3° in gara-1 a Misano e 2° in gara-2 a Brands Hatch.

Nel 96 migliora la posizione ottenuta l’anno prima chiudendo al quinto posto con 248 punti e 7 podi totali.

La stagione 97 invece è da dimenticare per Colin. Disputa solamente 4 round, al quinto, Monza, si rompe braccio e costole in un brutto incidente. L’infortunio gli fa saltare il resto della stagione che chiude al 12° posto con 79 punti ed un solo podio.

Per il 98 cambia team e firma con Castrol Honda in coppia con il neozelandese Aaron Slight. A fine stagione è quinto con 279.5 punti, 3 vittorie e 6 podi complessivi.

Il 99 è l’ultimo anno della RC45, Colin è confermato nel team insieme a Slight. Il texano è vice campione dietro a Fogarty con 361 punti, 5 vittorie e 10 podi totali.

Per il 2000 Honda decide di fare all in e sfidare Ducati sul suo terreno, il bicilindrico. La casa di Tokio sforna la VTR1000SP, una moto velocissima ed in grado di reggere il confronto con la 996.

Ritorno al Futuro, 2000: Edwards al posto giusto

Colin approfitta dei “guai” Ducati (Fogarty out, Cadalora bocciato e Bayliss rookie) e di Haga (doping) per prendersi il primo mondiale con 400 punti, 8 vittorie e 12 podi complessivi.

Nel 2001 si presenta con il numero 1 sul cupolino della sua Honda VTR1000SP1. Chiude alle spalle di Bayliss con 333 punti e 4 vittorie.

La stagione 2002, ultima in Superbike, è quella del riscatto. Nella prima parte della stagione non riesce ad arginare lo strapotere di Bayliss e della 998F02 Testastretta. Da Laguna Seca in poi non sbaglia un colpo e, grazie alla caduta sanguinosa di Bayliss ad Assen, si prende la testa del Mondiale. Imola 2002, ultima gara stagionale è uno spettacolo per tutti i presenti. Si riprende il titolo alla fine di gara-2 con 552 punti (record rimasto in piedi fino al 2017), 11 vittorie (9 consecutive), 25 podi.

SBK: Bayliss-Edwards 2000-2002, rivalità e rispetto

Chiude la carriera in Superbike con 2 titoli mondiali (come Corser), 176 gare disputate, 31 vittorie, 75 podi, 15 pole e 2393,5 punti conquistati

EWC - 8 ore di Suzuka


Nel corso della sua carriera, Edwards ha preso parte a tre 8 ore di Suzuka vincendole tutte e tre. La prima nel 1996, vinta da “prima punta” in coppia con il giapponese Nori Haga e la Yamaha YZF750, la seconda nel 2001 con Valentino Rossi e la VTR1000SPW del team Cabin Honda, la terza nel 2002 (la svolta della stagione) con Daijiro Kato e la VTR1000SPW di Cabin Honda.

Il Motomondiale - la MotoGP


Colin Edwards sarebbe dovuto passare al Motomondiale già nel 1998 con il team RedBull Yamaha WCM ma le trattative non sono andate in porto.

Passa ufficialmente in MotoGP nel 2003 con la Aprilia RS Cube insieme a Nori Haga. Chiude 13° con 62 punti ed un sesto posto all’esordio a Suzuka come miglior risultato.

Nel 2004 passa al team Gresini Honda al fianco di Sete Gibernau. Termina la stagione al quinto posto con 157 punti e due secondi posti.

Valentino Rossi lo vuole con sé in Yamaha e nel 2005 Texas Tornado ritorna ad Iwata. 3 podi (Francia, Assen, Laguna Seca) gli permettono di chiudere al quarto posto con 179 punti.

Nel 2006 ottiene solamente il podio in Cina. Ha l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP ad Assen e togliere punti ad Hayden ma sciupa tutto con una caduta in mezzo alla variante finale. Termina comunque 13°. A fine stagione è 7° con 124 punti.

Per il 2007 è ancora in Yamaha Factory con la prima versione della M1 800. Nonostante il poco potenziale espresso dalla moto, riesce comunque a centrare 2 podi chiudendo al 9° posto con 124 punti.

Con Jorge Lorenzo approdato nel team ufficiale nel 2008, Colin viene “spostato” in Tech3 per far da chioccia al rookie James Toseland. 7° posto finale e 144 punti con due podi all’attivo.

Nel 2009 porta a termine tutte le gare tranne quella di Misano, ottiene il secondo posto in Inghilterra e chiude 5° con 161 punti.

La stagione 2010 non è al livello della precedente e Colin termina solo 11° con 103 punti ed un quinto posto in Giappone come miglior risultato

Nel 2011 è ancora in Tech3. Migliora leggermente rispetto all’anno precedente e chiude 9° con 109 punti ed il podio in Inghilterra.

Il Motomondiale - la CRT


Per riempire la griglia, Dorna crea le CRT, moto con motore derivato dalla produzione di serie. Nel 2012 Colin scende in pista con una Suter MMX1 spinta dal motore BMW del team Forward. Chiude 20° con 27 punti e l’11° posto a Misano come miglior risultato

Per il 2013 il team Forward cambia moto passando dalla Suter alla FTR Kawasaki. Colin chiude il campionato al 14° posto con 41 punti e l’11° posto a Brno come miglior risultato.

Inizia la stagione 2014 in sella alla Forward Yamaha in coppia con Aleix Espargarò. Va a punti solamente in tre circostanze, Qatar, Mugello ed Indianapolis raccogliendo 11 punti. Il 10 aprile durante la conferenza stampa della gara in Texas annuncia il ritiro dalle competizioni.

La sua stagione si chiude di fatto ad Indianapolis venendo sostituito da Brno da Alex De Angelis.

Chiude la sua carriera nel Motomondiale con 195 gare, 12 podi, 3 pole e 1242 punti complessivi senza mai riuscire a vincere una gara e con il grande incubo di Sepang 2011. Innocentemente ed inevitabilmente coinvolto, insieme a Valentino Rossi, nell’incidente costato la vita a Marco Simoncelli.

Scatti d’autore per l’omaggio a Colin Edwards

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