Un altro compleanno importante nel panorama Superbike. Spegne 46 candeline oggi il funambolico giapponese Noriyuki Haga, soprannominato “Nitro Nori” per il suo stile di guida tutto traversi e colpi di genio.

Icona della Superbike tra il 97 ed il 2013, un passato in 500/MotoGP e nel CIV Supersport fanno di Haga il pilota più amato nel panorama motociclistico, soprattutto per le sue gag nelle interviste pre gara.

Ha legato il suo nome in Superbike alla Yamaha ma ha avuto anche la fortuna di guidare per Aprilia (2002 e 2011 in Superbike, 2003 in MotoGP), Ducati (2004 team Renegade, 2009-2010 team Xerox) ed un anno con la BMW di Guandalini. Ad Haga è mancato solamente il titolo per poterlo consacrare davvero nell’olimpo dei grandi della Superbike.

Gli inizi: campionato giapponese 250 e Superbike


Nato a Nagoya il 2 marzo 1975, il giovane Nori fa la sua gavetta come tutti i piloti giapponesi nel campionato nazionale, prima in 250 e poi in Superbike. Nel 1997 vince il campionato giapponese Superbike presentandosi alle ultime due gare del Mondiale Superbike di quell’anno, Giappone ed Indonesia cogliendo 3 podi su 4 gare.

La Superbike - primo stint


Nori si fa notare in Superbike nel lontano 1994 in sella ad una Ducati 888 del team Foundation, storico team giapponese. Nel round di Sugo, settimo in calendario, parte in seconda fila e conclude 12° gara-2.

Nel 95 inizia il suo primo “stint” con Yamaha. Partecipa come wild card al round di Sugo del Mondiale ma non ottiene punti, stessa cosa nel 96 ma chiude 2° gara-1

Nel 97, anno nel quale vince il campionato giapponese Superbike, disputa le ultime due prove del Mondiale. A Sugo chiude 2° gara-1 e centra in gara-2 la prima vittoria di carriera. Nell’ultimo round, Indonesia, è 5° e 3° classificandosi 13° in campionato con 72 punti.

Per la stagione 98, prima completa in Superbike, parte come pilota titolare. Vince 3 delle prime 4 gare stagionali e resta in testa al campionato per alcune settimane, salvo poi chiudere sesto con 258 punti e 5 vittorie.

La stagione 1999 è altalenante per Nori. Una sola vittoria e tanti ritiri gli fanno chiudere l’anno al settimo posto con 196 punti.

Nell’inverno del 99 si convince che il 2000 deve essere il suo anno. Corre ancora con la Yamaha R7 contro il suo avversario, Colin Edwards, che dispone della nuovissima Honda VTR1000SP bicilindrica. Nei primi 4 round ottiene 3 secondi posti, vince gara-2 ad Hockenheim con un sorpasso incredibile alla Sachs su Edwards, ottiene altri tre successi ma a fine stagione è secondo alle spalle del texano con 335 punti.

La squalifica per doping

In gara-2 in Sudafrica subisce l'onta della squalifica per positività all'efedrina in un controllo antidoping. I 25 punti persi gli avrebbero permesso di restare in scia ad Edwards nella lotta al titolo. La squalifica diventa poi effettiva nell'ultimo round stagionale e Nori deve "accontentarsi" del secondo posto mentre Edwards viene insignito del titolo di campione già alla partenza del round.

Vent'anni fa: la doppietta virtuale di Edwards a Kyalami

La Superbike - secondo stint


Nel 2002 torna in Superbike dopo l’anno in 500 con Yamaha e corre per il team Aprilia con la RSV1000 bicilindrica. 7 podi gli permettono di chiudere al quarto posto con 278 punti.

Di ritorno in Superbike dopo il 2003 in MotoGP con Aprilia, per il 2004 passa alla Ducati del team Renegade in coppia con Leon Haslam. Centra 6 successi e chiude terzo alle spalle di Toseland e Laconi con 299 punti.

Nel 2005 torna al suo primo amore, la Yamaha. 2 vittorie e 10 podi totali gli permettono di chiudere al terzo posto con 271 punti.

Risultato che replica anche nel 2006, questa volta dietro a Bayliss e Toseland, con 1 vittoria ed 11 podi totali.

Per la stagione 2007 parte ancora con l’intenzione di riuscire a vincere il titolo. Gli sfugge anche questa volta ma per soli 2 punti contro Toseland nonostante sei vittorie e 15 podi.

Il 2008 è l’ultimo anno di Nori in Yamaha, compagno di squadra è Troy Corser. Come nel triennio 2004-2006 chiude ancora al terzo posto dietro a Bayliss e proprio il suo compagno Corser con 327 punti, 7 vittorie e 11 podi totali.

Nel 2009 viene ingaggiato dal team Xerox Ducati al posto del ritirato Bayliss al fianco di Michel Fabrizio. La stagione di Nori è quasi perfetta, salvo Laguna Seca e Brno è sempre a podio ma un errore fatale in gara-1 a Portimao gli costa la possibilità di vincere il titolo in gara-2 contro Spies. Chiude ancora secondo con 456 punti, 8 vittorie e 19 podi.

Dal 2010 inizia la fase calante della carriera del funambolico giapponese, seppur ancora capace di qualche colpo di genio. Nel 2010 è sesto in campionato con sole 2 vittorie.

Nel 2011 torna in Aprilia per guidare la RSV4 4 cilindri del team Pata Racing. Coglie 4 podi chiudendo ottavo in campionato.

Nel 2013 torna one shot in Superbike con la BMW del team Grillini cogliendo due punti nel round di Imola.

La sua straordinaria carriera in Superbike si chiude con 314 gare, 43 vittorie, 116 podi, 7 pole e 3691 punti.

Le perle di “ignoranza”


Negli anni di militanza in Superbike, Nori ha dispensato delle vere e proprie perle di “ignoranza”. Chi non si ricorda il suo metodo di allenamento “particolare” o le interviste in griglia di partenza con il mitico Fabrizio Calia?

La 500/MotoGP


Nel 1998, impegnato nel Mondiale Superbike, partecipa da wild card alla gara di apertura del Mondiale 500 in Giappone cogliendo il terzo posto.

Torna in 500 nel 2001 con la Yamaha del team RedBull WCM. 14° in campionato con 59 punti ed il 4° posto in Inghilterra come miglior risultato in gara.

Nel 2003 Aprilia lo porta in MotoGP insieme al campione Superbike Colin Edwards per guidare l’avveniristica RS Cube. Nori chiude 14° con 47 punti ed il settimo posto in Inghilterra come miglior risultato.

L’EWC


Nella lunga carriera di Nori Haga ci sono state anche due partecipazioni alla prestigiosa 8 ore di Suzuka. L’anno è il 1996 e Nori, da pilota Yamaha nel campionato giapponese, fa coppia con il giovane texano Colin Edwards, in Superbike proprio con la casa di Iwata. I due piloti riescono nell’impresa di vincerla.

Nel 2016, 20 anni dopo l'edizione del 96, rientra in pista con Suzuki in equipaggio con Josh Brookes e Takuya Tsuda.

Haga torna in pista alla 8 Ore di Suzuka

Gli ultimi anni


Chiusa la sua avventura nel Mondiale a fine 2011, nel 2012 si sposta nel BSB con il team Swan Yamaha. Termina ottavo con un podio la sua esperienza nel campionato britannico.

Negli anni successivi torna alle competizioni nazionali giapponesi ed intraprende anche la carriera nel mondo della ristorazione, aprendo un ristorante giapponese a Milano.

Nel 2017 Haga torna in Italia per disputare la Coppa Italia. Vince al Mugello e nel 2018 disputa il CIV Supersport in sella alla Yamaha R6 del team AG Motorsport Italia seguendo nel contempo le prestazioni dei suoi due figli, Akyto e Ryota, impegnati nella Supersport 300.