E' stata una prima giornata di test a Misano molto produttiva per il pilota Ducati Aruba Michael Rinaldi. L'italiano ha potuto testare la Ducati versione 2020, in attesa di salire in sella alla 2021. Il risultato? Un Rinaldi contento e ottimista per la stagione che inizierà nel mese di maggio.

Prima giornata da pilota ufficiale


“Sono molto contento di questa giornata - ha detto Michael -. A differenza del team privato, in quello ufficiale hai tante cose in più da provare e quindi è un lavoro che io in generale non avevo mai fatto. Sono però molto contento perchè abbiamo fatto un programma con i ragazzi del team e siamo riusciti a rispettarlo. Non ci siamo concentrati quindi sul tempo sul giro, ma appunto su questo programma perchè le gare sono tra due mesi e alla fine andrà meglio chi avrà fatto il lavoro invernale migliore”.

SBK, Test Misano: Razgatlioglu il più veloce a metà giornata

Il lavoro al box Ducati


Ma cosa ha provato nello specifico Rinaldi nella giornata di oggi? Ho provato la moto 2020 - ha spiegato -, l'anno scorso usavo invece la 2019. Ci sono un po' di differenze che possiamo sfruttare, ma dobbiamo migliorare questo pacchetto. La 2020 rispetto alla 2019 ha un po' più di grip, dobbiamo capire come utilizzarlo al meglio perchè al momento faccio un po' fatica a livello fisico a sfruttare questo vantaggio. E' solo il primo giorno. In ogni caso, comparando una 2019 sviluppata per tutta la stagione scorsa ad una 2020 con la quale ho girato solo oggi, il margine è sicuramente ampio. A Barcellona poi, avremo anche del materiale nuovo quindi aspetteranno le mie indicazioni dopo questo test per arrivare con una 2021 che magari potrà essere anche un mix, non lo so”.

 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Michael Rinaldi (@michaelrinaldi21)

La base è uguale per tutti, il pilota fa il resto


E invece, quale è la differenza tra Team privato e Team ufficiale? “Abbiamo tante cose da provare che nel team privato non hai - ha proseguito Rinaldi -. Anche a livello professionale è un'altra cosa, l'ambiente è bellissimo ma allo stesso tempo il livello di professionalità si è alzato tanto e questo penso che mi farà maturare durante l'anno”.

Il pilota di Rimini ha fatto poi una riflessione molto interessante sul suo stile di guida, ma anche sulla “base” dalla quale partono tutti i ducatisti: “La mia guida assomigliava molto a quella di Bautista - ha spiegato - che era più veloce di me, quindi era normale guardare quello che faceva lui. Quest'anno però ho del materiale che Bautista non aveva quindi sto facendo la mia strada. Ovviamente la 2020 è una moto che era stata sviluppata con le indicazioni di Chaz Davies e Scott Redding ma nonostante ciò mi sono trovato bene nonostante loro abbiano un fisico diverso dal mio. Ho il mio stile e devo cucirla addosso a me, ma la base è molto buona e ogni pilota fa il restante 20% e se la cuce addosso. Di base quindi abbiamo tutti la stessa cosa, quello che è diverso è un 20%”.

Infine, sul programma di domani: “Per domani cercheremo di migliorare l'elettronica, - ha concluso - cercherò di sviluppare ancora di più la moto 2020 e poi proverò i freni ed altre piccole cose”.

SBK, Bassani: “Il motore della Panigale può essere un gran vantaggio”