I piloti, più di altri sportivi, hanno una vena di follia piuttosto accentuata, chi più, chi meno. Troy Bayliss (qui parla della carriera del figlio Oil) rientra decisamente tra i primi e a dimostrarlo sono tanti aneddoti sul suo conto, di quando nei primi anni 2000 era uno dei protagonisti della Superbike. Forse l’apice della sua follia lo toccò nel 2007, a Donington Park, quando dopo la caduta avvenuta in Gara1 chiese l’amputazione del mignolo, perché voleva prendersi la rivincita in Gara2 su JamesToseland.

L’incidente che stravolse il suo campionato


Dopo aver vinto il suo secondo titolo in Superbike nel 2006, l’anno successivo era partito in grande forma con l’obiettivo di difenderlo a spada tratta, e nel terzo appuntamento stagionale, sulla pista inglese, si rese protagonista di un episodio bizzarro, per non dire, appunto, folle. La domenica iniziò bene per lui, che in pochi giri di Gara1 riuscì a prendere vantaggio sugli avversari, ma esagerò cadendo alla curva Coppice, une delle più veloci. Lì successe il fattaccio: la mano destra restò incastrata sotto la moto e quando tolse il guanto, tutto sporco di sangue, la brutta sorpresa. Il mignolo aveva avuto la peggio, ma niente panico.

SBK, Toseland: "Ho vinto il titolo nel 2004 andando controcorrente"

Eppure non fu quello a fermarlo


Troy andò in infermeria e con ancora l’adrenalina in corpo chiese che gli venisse amputato il dito, per poter tornare in sella un paio d’ore dopo e avere la rivincita sul padrone di casa Toseland. Una richiesta sopra le righe, decisamente irragionevole, dopo la quale svenne. Le cose però presero un’altra piega: sebbene il dito alla fine venne sì amputato, l’infortunio coinvolgeva anche i testicoli. E la botta presa decretò comunque finito il suo weekend.

Lo scorso anno lui stesso ripercorse l’accaduto sui social e appunto ricordò: “Non mi ero accorto di niente, perché avevo un forte dolore all’inguine. Poi un ragazzo inglese mi chiamò: 'Bayliss, mi regali il tuo guanto?’ Quando l’ho sfilato mi sono accorto che c’era qualcosa che non andava e che dovevo andare al centro medico. Così andai dal Dottor Massimo Corbascio. Decidemmo di tagliare il dito anche perché non c’era molto da fare…” E poi, con il suo classico spirito selvaggio, mostrando il dito ha scherzato: “Non è ricresciuto”.

SBK, nel 2000 "tutti" nudi per Neil Hodgson a Donington Park