A volte la vita di un pilota è costellata di episodi, alcuni fortunati ed altri un po’ meno. Nessuno però si sarebbe sognato di vivere un episodio sfortunato e fortunato allo stesso tempo. Protagonisti di quell’episodio accaduto a Donington Park nel 2011 sono Maxime Berger (morto nel 2017 dopo un tentativo di suicidio) ed Ayrton Badovini che lo seguiva.

Il debutto in Superbike


Dopo il titolo platonico di vice campione della Stock 1000 nel 2010 alle spalle di Ayrton Badovini, per il 21enne francese (nato a Digione nel 1989) nel 2011 si aprono le porte della Top Class del Mondiale, la Superbike. A dargli questa chance è il team Supersonic Racing con una Ducati 1098R. Maxime parte per questa nuova avventura insieme ai grandi e con lui entra anche il campione Stock Ayrton Badovini.

La sua stagione di debutto è piuttosto buona: su 26 gare disputate, va a punti in 14 di esse con un 7° posto in gara-1 a Portimao come miglior risultato, si ritira 10 volte e non va a punti nel round di apertura in Australia.

Chiude la sua stagione da rookie al 16° posto con 64 punti, stessa posizione anche l’anno successivo ma con 92 punti dopo aver iniziato la stagione con il team Effenbert e chiusa con Red Devils Roma al posto dell’infortunato Canepa.

L’episodio di Donington Park


27 marzo 2011, Donington Park. Secondo round stagionale del Mondiale. Dopo aver chiuso le prime due gare in Australia fuori dai punti, Berger mette nel mirino la prima gara europea, Donington, per cercare i primi punti in carriera in Superbike. Nelle qualifiche il francese stacca il 15° tempo davanti a Ruben Xaus e l’altro rookie Ayrton Badovini.

L’episodio che lo vede protagonista suo malgrado avviene al 5° giro di gara. Berger e Badovini sono ai ferri corti, uno davanti all’altro. Insieme escono dall’ultima curva, la Goddards, per lanciarsi sul rettilineo principale del tracciato inglese.

Al primo tocco di gas in uscita di curva, a Berger si stacca incredibilmente la ruota posteriore per un mozzo difettoso. Il francese cade proprio davanti a Badovini che per miracolo riesce ad evitarlo. Mentre Berger e la moto sono per terra, la ruota posteriore continua la sua corsa indisturbata per il rettilineo superandoli ed infrangendosi poi contro le barriere al lato della pista.

L’incidente è stato possibile “grazie” al forcellone monobraccio che non ha trattenuto cerchio e gomma lasciandola vagare liberamente a lato della pista.

Berger peraltro poi non arriverà al traguardo nemmeno in gara-2, tradito dalla frizione subito al primo giro.

La similitudine con Spencer


Un incidente di questo tipo, con la ruota posteriore che si stacca dal forcellone, non è nuovo nel Motociclismo. Nel 1984 un altro pilota è stato vittima di questo “scherzetto”: “Fast Freddie”, al secolo Freddie Spencer. Durante le prove del Gran Premio di Kyalami, subito dopo aver realizzato il miglior tempo, le razze del cerchio posteriore della potente e scorbutica Honda NSR500 4 cilindri si staccarono di netto (la ruota però non si staccò dalla moto grazie al fatto che il forcellone di quella Honda era tradizionale a doppio braccio) mandando a gambe all’aria il povero Freddie.

Le parole di Berger


A margine dell’accaduto, lo sfortunato pilota francese aveva rilasciato queste dichiarazioni: “Sono deluso ed incredulo. Non mi era mai capitato di dovermi fermare per ben due volte e per due motivi così strani. Il cerchio ha ceduto all’improvviso e sono stato fortunato perché si è rotto in una curva lenta. Mi sono ritrovato in terra senza capire cosa fosse successo. In gara due subito dopo la partenza la frizione ha iniziato a darmi dei problemi, sino a bloccarsi del tutto al termine del primo giro. Le prove erano andate bene, avevo un ottimo feeling con la mia Ducati ed un passo di gara che mi avrebbe consentito di conquistare i miei primi punti mondiali. Però non dobbiamo abbatterci. La squadra ha fatto un grande lavoro anche qui a Donington e con il loro aiuto sono certo che i risultati arriveranno già nelle prossime gare.”

Anche il Team Manager Danilo Soncini disse la sua sull’accaduto: “Sono senza parole. Siamo stati costretti al ritiro in entrambi le gare e dopo soli pochi giri a causa di due inconvenienti incredibili e che non hanno niente in comune tra di loro. Il cerchio posteriore che ha ceduto in gara uno aveva disputato solo poche gare, mentre la frizione che ci ha obbligato al ritiro nella seconda manche era stata controllata e funzionava perfettamente. Una sfortuna incredibile che ha rovinato un weekend che era iniziato nel migliore dei modi. Maxime era andato forte nelle prove ed aveva un passo di gara che ci avrebbe consentito di ottenere degli ottimi risultati. Ma queste sono le corse. Giriamo pagina, guardiamo avanti e prepariamoci per Assen, dove vogliamo ben figurare e sappiamo di averne le possibilità.”

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