Oggi è ambasciatore Honda nel mondo e lo si vede bazzicare spesso nei paddock della MotoGP (celebre la livrea Castrol di Crutchlow identica alla sua Honda Superbike) e della Superbike, della quale ne è stato una icona senza però riuscire a vincere il titolo. 

 

Aaron Slight nella sua carriera può vantare anche tre successi alla prestigiosissima 8 ore di Suzuka oltre ad una gara da wild card nel Motomondiale.

Gli inizi


Nato a Masterton il 19 gennaio 1966, Aaron muove i primi passi tra i professionisti nel 1984 prendendo parte al Campionato Australiano 250, vincendolo nei tre anni successivi. Nella carriera di Slight figurano anche un Campionato Australiano e Pan-Pacifico Superbike nel 1991 e tanti buoni piazzamenti nel Campionato Australiano Superbike dall’88 al 91. 

Il Motomondiale


L’aver vinto per tre anni di fila il Campionato Australiano classe 250 spalanca le porte della classe 250 al giovane Slight. Iscritto come wild card alla gara di apertura del Mondiale 1988 in Giappone con una Yamaha TZ250, chiude però con un ritiro.

La Superbike


Debutta come wild card nel round in Giappone del 1988 in sella ad una Bimota YB4 del team Super Angel Racing andando a punti in entrambe le gare (7°/14°).

Nel 1989 passa al team Kawasaki Australia con una ZXR. Disputa i round di Germania, Australia e Nuova Zelanda cogliendo il primo podio di carriera proprio in casa sul tracciato di Manfeild con il secondo posto di gara-1

L’anno successivo è ancora con la ZXR, questa volta del team Shin-Etsu Kawasaki. Disputa i round di Australia e Nuova Zelanda, sempre da wild card, cogliendo ancora un podio nella sua Manfeild.

Nel 1991 torna nel team Kawasaki Australia e disputa ancora tre round da wild card, Giappone, Malesia ed Australia, cogliendo un podio in Giappone ed uno in Australia.

Nel suo ruolino da wild card nei primi anni, ha raccolto 4 podi su 18 gare disputate.

Dopo tante wild card finalmente arriva il ruolo da pilota titolare. E’ il 1992 ed il team è Moving Kawasaki. Centra 6 podi e la prima vittoria di carriera ad Albacete chiudendo sesto con 249 punti.

Passa al team Muzzy Kawasaki nel 93 al fianco di Scott Russell. 10 podi e la vittoria a Monza in gara-1 gli permettono di chiudere al terzo posto dietro proprio a Russell e Fogarty con 316 punti.

A fine 93 si chiude il capitolo di Slight in Kawasaki. Il neozelandese firma con Honda a partire dal 1994.

Il team Castrol Honda diventa praticamente la sua seconda famiglia. Nel 94 conferma il terzo posto dell’anno prima con 10 podi complessivi, risultato identico anche nel 95 con 11 podi e 2 vittorie.

Nel 1996 vince il titolo platonico di vice campione del mondo alle spalle di Troy Corser con 13 podi, 1 vittoria e 347 punti.

L’anno successivo, il 97, è in coppia con John Kocinski. L’americano vince il titolo a fine stagione mentre Aaron chiude al terzo posto con 343 punti, 3 vittorie e 11 podi complessivi.

Nel 1998 parte per giocarsi il titolo contro Fogarty e Corser, rimanendo in gioco fino all’ultima gara, quella di Sugo. La prestazione fornita in Giappone è piuttosto scialba (7°/6°) mentre Fogarty si prende il terzo titolo in carriera. Slight chiude ancora secondo con 347 punti (curiosamente come nel 1996), 5 vittorie e 10 podi complessivi. Nonostante la delusione per il titolo sfuggito per soli 4,5 punti, la stagione rimane la migliore per Slight con il record di vittorie, 5, ed 8 giri veloci.

SBK: Fogarty, Chili, Corser, Slight in "Una Poltrona per 4", edizione 1998

La stagione 1999 non va come vorrebbe per il neozelandese nonostante i 12 podi totali. Quarto posto in campionato e 323 punti (come nel 1995)

Per il 2000 Honda affida a lui ed Edwards la nuovissima VTR1000SP bicilindrica per andare a combattere ad armi pari la Ducati.

Il grande spavento


Il 16 febbraio 2000, durante un test ad Eastern Creek in vista dell'inizio della stagione, viene colpito da un malore improvviso preceduto da emicrania, problemi alla vista e perdita dell'equilibrio. In ospedale gli viene diagnosticato un aneurisma cerebrale con conseguente emorragia. Operato di urgenza il 17 febbraio per rimuovere un grumo di sangue, il 20 febbraio 2000 viene dichiarato fuori pericolo di vita ma impossibilitato a prendere parte a competizioni motociclistiche di quell'anno. L'11 maggio 2000 però, contravvenendo a quanto annunciato in precedenza, brucia le tappe della rieducazione e dopo sole 12 settimane dall'operazione al cervello, viene dichiarato idoneo alle corse.

La stagione lo vede chiudere all’8° posto con 153 punti, nessun podio ed un quarto posto in gara-2 ad Assen come miglior risultato in gara.

A fine stagione appende il casco al chiodo e viene inserito nella Hall of Fame del Mondiale Superbike a suggello di una carriera di alto livello.

Chiude la carriera in Superbike con 229 gare, 13 vittorie, 87 podi, 8 pole position e 2834, 5 punti conquistati.

La 8 ore di Suzuka


Nella carriera di Aaron Slight c’è posto anche per la 8 ore di Suzuka, gara conclusiva del Mondiale Endurance molto cara ai costruttori giapponesi. La prima partecipazione risale al 1988 in coppia con Paul Iddon sulla Bimota YB4 ma la gara dura appena 56 giri.

Nel 1993 torna alla 8 ore di Suzuka e la vince in coppia con Scott Russell, suo compagno di squadra in Kawasaki. Vince anche le edizioni successive, 94 e 95, da pilota Honda dapprima in coppia con Polen e poi con Okada.

Gli ultimi anni


Ritiratosi dalle gare con le moto, nel 2001 Slight si dedica alle gare in auto, mosso dalla grande passione per i motori. Fino al 2008 disputa il BTCC (British Touring Car Championship), Stock Car e British GT Championship.

Che fine ha fatto: Troy Corser