Michael Ruben Rinaldi ha concluso la prima giornata di test Superbike a Barcellona con l’ottavo tempo in classifica, frutto di un 1:41.748 ottenuto al 39esimo passaggio su 94 totali, senza tentare l’assalto al giro secco. Tanto lavoro, dunque, per il nuovo alfiere del Team Ducati Aruba, che preferisce pensare ad affinare la messa a punto della sua Panigale piuttosto che concentrarsi sulla prestazione pura.

“I tempi ottenuti durante i test sono difficili da interpretare, però posso dire che io ho lavorato solo con la SC0, senza provare la gomma da tempo”, ci spiega Rinaldi a motori spenti. “Questa pista consuma molto le gomme, serve lavorare molto sui dettagli”.

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Serve trazione


Parlando del tracciato catalano, il riminese racconta le difficoltà incontrate nella percorrenza del secondo settore, tratto che la concorrenza riesce ad esprimere al meglio.

“Nel secondo settore abbiamo visto che serve molta trazione”, analizza Rinaldi. “Rea, le Yamaha e il mio compagno (Scott Redding, ndr) riescono ad avere più trazione. Stiamo analizzando i dati, è solo il primo test su questa pista. Posso dire che abbiamo capito su cosa lavorare, adesso serve trovare la soluzione”.

Niente ansia da prestazione


Soluzione da trovare sì, ma senza affannarsi. Michael appare, infatti, molto sereno e rilassato, nonostante il peso sulle spalle della tuta da pilota ufficiale, consapevole che le gare si vincono durante il campionato e non nel corso dei test invernali. Non sappiamo se troveremo ciò che serve per vincere, ma ho capito che agitarsi non serve a nulla, racconta il numero 21. “Faccio un esempio: durante i primi giri di stamattina ero lento, ma non preoccupato. Non bisogna farsi prendere dalle emozioni. In fondo, essere davanti nei test non conta nulla”.

Alla luce di queste considerazioni, il bilancio della prima giornata di prove può dirsi positivo. “Sono contento, abbiamo provato tantissime cose. Sono quello che forse ha girato di più oggi ma mi sento bene fisicamente. Non siamo lontani sul passo, dobbiamo assolutamente migliorare il giro secco. Vogliamo migliorare in alcune aree, infatti abbiamo raccolto tanti dati e lavorato in maniera professionale come mai prima”.

L’ultima battuta riguarda un altro pilota italiano che difende i colori Ducati ma in MotoGP,  ovvero Francesco Bagnaia. “Chi vincerà prima, tu o Bagnaia?”, viene chiesto a Rinaldi. “Non lo so”, risponde con una risata Ruben.

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