SBK, ad Aragòn si apre la "cacciagione" 2021

SBK, ad Aragòn si apre la "cacciagione" 2021© GPAgency

Rea è nel mirino dei fucili nemici, perché su Kawasaki punta al settimo titolo. Sarà lotta interna in Ducati, con Redding, Rinaldi e Davies da posizioni di vertice. Squadrone Yamaha spinto da Razgatlioglu e Gerloff, si attendono i risvegli di Honda e BMW

19 maggio

Trentaquattro edizioni, la stessa età di Jonathan Rea: la SBK sta per partire e ha nel sei volte iridato il Re della storia del campionato dedicato alle moto derivate di serie, pronto a disputare il primo round stagionale 2021. Il Motorland di Aragòn ospita l'inaugurale appuntamento, poi si andrà direttamente all'Estoril, in Portogallo, poi il resto del calendario.

Appunto, è il trentaquattrenne di Ballymena il candidato numero uno al... numero 1. Il pilota del team Provec ha una Kawasaki Ninja nuova, ancora più performante, guidabile e veloce. I record stabiliti nei test invernali confermano quanto e come il Cannibale abbia ancora fame. 

La tavola verrà imbandita tra pochi giorni, vedremo chi mangerà di più. Per arrestare la furia nordirlandese ci vogliono attributi in sella, una eccellente moto, una squadra all'altezza e la ferma convinzione di voler spodestare dal trono il più vincente di sempre. Qualcuno ci riuscirà? Chi sarà questo qualcuno? Di certo, non gli alfieri Orelac e Pedercini, ovvero, Isaac Vinales, Loris Cresson e Samuele Cavalieri, giovani, promettenti, tuttavia acerbi e... privati.

Ducati, bilancio piloti in rosso... o in azzurro?!


Il 2011 è ormai lontano e il Mondiali piloti centrato da Carlos Checa con la Ducati Althea appare un annebbiato ricordo. Va benissimo affermarsi nella graduatoria dedicate alle squadra - Aruba Factory detentrice in carica - ma il primo posto assoluto è anche meglio.

Ecco il duo ufficiale Scott Redding-Michael Ruben Rinaldi, sulla carta completo ed agguerrito. Sarà pure coeso? A Borgo Panigale sperano di sì, perché hanno "dirottato" in Go Eleven (formazione titolata Indipendente) Chaz Davies, però sostenendolo e supportandolo. Essere solo nel box e come meno pressioni, potrebbe aprirgli ottime strade.

Siccome in KRT i ruoli sono più che chiari - Rea prima guida, Lowes seconda) sarebbe utile, ma non necessario, fare la stessa cosa nel contingente della Rossa. Perché i pur bravissimi Tito Rabat ed Axel Bassani, rispettivamente provenienti da MotoGP e Supersport, al momento non sono papabili di titolo. Chi lo sarà tra i tre galli del pollaio Ducati. Un gallese?

Yamaha, chi cavalcherà l'onda blu più alta?


Cinque R1, attenzione soprattutto alle seguenti quattro: la numero 54, guidata dal cavallo pazzo Toprak Razgatlioglu. La 31, con in sella l'americano Garrett Gerloff. La 55, condotta dal campione Supersport, Andrea Locatelli. La 3, per un Kohta Nozane che si porta al seguito una guarnigione nipponica impressionante. 

Mina vagante pure la 23 del neonato Alstare Yamaha, per l'unica punta Christophe Ponsson. Seppur bravo, però, il francese non rientra nei favori del pronostico. Ci entrano Razga - caspita se ci entra - e "Garrett Gerloff is my friend", texano GRT.

Due squadre diverse, entrambe direttamente foraggiate da Yamaha, desiderosa di ripetere quanto fatto con Ben Spies nel lontanissimo 2009. Texar Terror era... texano. Non possiamo fare previsioni di sorta, ma volete dire che.... naaa, coincidenze. Oppure sì? Vedremo, dai.

BMW, quatta quatta. Anzi, quattro, quattro


Quattro nuovissime ed alata M1000 RR, potenti ed armate come stukas tedeschi. Sarà missilistica la quattro (aridaje) cilindri bavarese? Ci spera parecchio, Michael Van Der Mark, poiché passato da Yamaha a BMW nella convinzione - e con in tasca qualche euro in più - di ottenere meglio di quanto fatto con la R1.

Al suo fianco, lo stagionato Tom Sykes, campione 2013 insieme a Kawasaki. L'inglese è un lupo di mare del paddock, quanta voglia avrà di sbracciare tra onde e squali nemici? Anche perché il più giovane e carichissimo Jonas Folger ambisce proprio ad una sella del team SMR, vertendo sul fatto di essere teutonico e connazionale.

Diverso il discorso di Eugene Laverty, unico attaccante di RC Corse, con all'attivo un solo test. Poco, malgrado l'esperienz dell'irlandese potrebbe dare la marcia in più necessaria. Lui è il collaudatore della Casa, sviluppa, richiede modifiche, le approva o boccia. Ma la cattedra maggiormente ambita sarà da assegnarsi in diverse graduatorie.

Honda, consigliabile evitare un harakiri


Si tratta di una questione d'onore, accidenti. Quando i giapponesi della Casa di Tokio fanno appiccicare sulle proprie motociclette l'adesivo "HRC", significa che sono messi in pista tecnologia, uomini, mezzi, soldi ed il posto di lavoro di qualcuno.

La coppia costituita da Alvaro Bautista e Leon Haslam è sicuramente la più esperta della griglia, tuttavia la meno fresca. Per battere Rea - e non solo il portacolori Kawasaki - occorre una fame micidiale, accompagnata da una costanza di rendimento d'eccellenza.

Per ora, lo spagnolo e l'inglese non hanno garantito quanto elencato, anzi... Vuoi che la pandemia abbia limitato lo sviluppo 2020 della Fireblade, vuoi che... che vuoi? L'anno scorso un solo podio per il numero 19, terzo gradino proprio ad Aragòn. Le mail Europa - Giappone, Giappone - Europa si sprecheranno in caso di nemmeno una affermazione di tappa, non alla portata del MIE Moriwaki di Leandro Mercado.

Miller, l'aussie della MotoGP: Jack è più Doohan o Stoner?

 

 

 

  • Link copiato

Commenti

Leggi motosprint su tutti i tuoi dispositivi