Inutile girarci attorno, l'attuale Superpole SBK piace poco. Quasi nulla. Chi lo sostiene? Praticamente tutti, da chi sta di fronte alla TV: "Non si capisce niente, la regia salta da una moto all'altra, il commento non gli va dietro, regna la confusione. Sembra quel caos già visto in MotoGP" ai team manager: "Riteniamo che per gli sponsor non sia una buona vetrina, dato che, di alcuni piloti, nemmeno si vede una singola immagine".

Poi, ovviamente, ci sono i diretti protagonisti, i corridori. Loro pensano "solo" a dare gas, certo, ma come? In 15 minuti, tutti insieme in pista, facendosi largo tra chi il giro secco l'ha già sparato e chi, invece, deve ancora consumarlo. Si devono adeguare, potremmo pensare, però non è semplice riuscirci.

Infatti, all'Estoril la goccia ha fatto traboccare il vaso. Durante la sessione di qualifica del sabato mattina, è stata esposta una bandiera gialla. La regola dice che, in tale regime, coloro transitanti nel suddetto settore dell'incidente, si vedono cancellare il tempo appena siglato. In Portogallo è successo ai sei nomi: Lowes, Bassani, Haslam, Bautista, Laverty e Mahias. Tutti danneggiati, in particolar modo Alex, costretto a scattare dalla decima casella, per una prima fila andata in fumo.

La polemica


In effetti, in quel momento, non era avvenuto un incidente. La bandiera gialla è stata esposta a seguito di un lungo nella sabbia avuto da Tito Rabat, ma in pista non c'erano moto o piloti stesi in terra. Fortunatamente. Tuttavia, le regola impone segnalazione e cancellazione del tempo: "Lo si fa per mettere in sicurezza il lavoro dei marshall - le parole del numero 22 - però io ho perso il mio tempo buono, benché non abbia effettuato alcun sorpasso. Sono stato sfortunato".

Rea mette l'accento sul concetto: "Già, Alex è stato sfortunato - ammette - ed io ci sono andato vicino, perché sono passato nello stesso punto della segnalazione giusto 15 secondi prima del fatto. La Superpole è delicata e cruciale, quindi, se rovinata, tutto il weekend viene compromesso".

C'è pure Chaz Davies. Il gallese spiega come ha vissuto la penalizzazione: "Ho rispettato la bandiera - il messaggio - chiudendo il gas. Poi, ho provato ad andare ancora forte, ma la sola gomma da qualifica era ormai cotta. Bandiera gialla ed una sola copertura da qualifica non rappresentano un buon mix". 

Auspichiamo un ritorno alle origini?


Sempre nella discussione epistolare del precedente paragrafo, si è aggiunto Loris Baz. Sebbene adesso il francese sia impegnato nel MotoAmerica, ha voluto dire la sua: "Chi fa seriamenre le regole? - la sostanza del concetto - torniamo al singolo giro di Superpole, per favore". Singolo giro caldeggiato da Marco Borciani.

Singolo giro provato più volte da Leon Haslam, veterano SBK: "Ma quanto era eccitante il format storico della Superpole? - ricorda - un giro secco e tutti gli occhi puntati addosso al solo pilota in azione. Era stressante, però divertente. E serviva per gli sponsor perché le TV inquadravano un pilota a volta".

Il portacolori HRC parla del format attuale: "Complicato e difficile per noi - svela - siccome un caso simile a quello dell'Estoril mette nei guai chi lo subisce. Con una sola gomma da qualifica, un bandiera gialla e conseguente cancellazione del giro, è sfortuna. Terrei le gomme da tempo, magari aggiungendone una seconda".

Pirelli ed il team Alstare


Giorgio Barbier fa notare una cosa molto interessante: "Anche all'Estoril sono crollati i riferimenti delle sessioni di qualifica - il punto del Responsabile Pirelli - infatti, i record sono stati demoliti. Per questo, io voglio tenere la soluzione posteriore da quaiflica: è utile e aiuta tutti i team".

Giorgio ha ragione. Basti vedere la prima fila portoghese (tolta la sfortuna di Lowes): Rea, Redding, Razgatlioglu. Ovvero, Kawasaki, Ducati e Yamaha. Non distanti, BMW, mentre le Honda hanno patito più di una sventura, tra rotture e cadute. Nel complesso, la Superpole vede sempre moto diverse per un equlibrio generato dagli pneumatici Pirelli.

Alla fine, il più esperto, appassionato, passionale e focoso Francis Batta ha suggerito un ritorno alle origini: "Dai, è chiaro che qualcosa debba cambiare - dichiara il patron Alstare - perchè così lo spettacolo è moscio e non piace a nessuno. Torniamo al giro secco e singolo, vedrete come ci divertiremmo. Anzi, come ci divertiremo!"

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