La scomparsa di Jason Dupasquier ha lasciato un segno indelebile nella testa dei piloti di tutto il mondo, dalla MotoGP alla Superbike, il ricordo del giovane corridore svizzero è ancora vivido. Anche Jonathan Rea ha voluto omaggiare Dupasquier, dedicandogli l’ultima vittoria in Portogallo.

In un’intervista rilasciata a Radio Ulster, il Campione del Mondo ha sottolineato cosa passa nella testa dei piloti in queste circostanze: “Le cose possono andare storte, ma è qualcosa che metto da parte. Non ci ho mai pensato troppo. Penso che sia qualcosa che non possa capitare. Non mi piace soffermarmi troppo”. Un pensiero comune a tanti piloti, in grado di permettere allo show di “andare avanti".

Rea e la MotoGP, un sogno non (ancora) realizzato


Il palmares del campione britannico lo eleva nella leggenda delle due ruote, 6 titoli mondiali in Superbike, 103 vittorie, 191 podi per un totale di 304 gare disputate. Più di una volta il suo nome è stato associato a quello del Motomondiale, ma le voci non si sono mai concretizzate. Eppure, nel 2012, Rea è salito in sella ad una MotoGP, in occasione dei GP di San Marino ed Aragon, per sostituire l’infortunato Casey Stoner. Il britannico non sfigurò, cogliendo un’ottava e una settima posizione, che preannunciavano un approdo tra i prototipi, poi mai avvenuto.

Le porte della MotoGP ad oggi sembrano chiuse per Jonathan, anche se il 6 volte Campione del Mondo resta con gli occhi aperti: “La MotoGP sembra un po’ più un business, 21 GP all’anno, quindi perderesti il senso della realtà. Ma mai dire mai. Se si presentasse l’opportunità, sento di essere ancora nel fiore degli anni e di poter fare un ottimo lavoro“.

Il ritiro è molto lontano: “Sono nei miei migliori anni”


Anche se la carta d’identità dice 34 anni, Rea non sembra avere intenzione di appendere il casco al chiodo: “Non mi vedo arrivare alla quarantina, però non è ancora arrivato il momento di ritirarsi. Sono nei momenti migliori della mia carriera. Ma arriverà un momento in cui vorrò essere a bordo campo a una partita di calcio per guardare i miei due figli o su una pista di motocross o a fare cose normali“.

Un appunto finale anche sul campionato 2021, che lo vede in testa alla classifica con 35 punti di vantaggio su Razgatlioglu: “È un’intera combinazione: la moto, la squadra, la gestione della gara, la gestione delle gomme, ma anche me stesso mentalmente. Fuori dal circuito tutto va bene. Ma le giovani leve stanno arrivando, sanno cosa stanno facendo, capiscono cosa sto facendo e si stanno avvicinando“.

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