SBK Misano, sabato deludente per Redding: “Stiamo girando in tondo”

SBK Misano, sabato deludente per Redding: “Stiamo girando in tondo”© GPAgency

"Nessun grip con la gomma anteriore e niente feeling. Oggi si è trattato di sopravvivere e restare in sella" ha raccontato il britannico al termine di Gara 1, spiegando perché al Marco Simoncelli si è sentito come ad Aragon

Niente magia per Scott Redding nel sabato di Misano. Anzi, per il britannico, più che un passo avanti, è arrivato un bel tuffo nel passato. Nello specifico, nel fine settimana del Round di Aragon e nel suo bel carico di problemi con il grip all'anteriore.

Mai in partita per la vittoria, dopo la prima fila conquistata nella Superpole, Redding ha chiuso Gara 1 con una scialba quarta posizione che, pur non essendo un brutto piazzamento, non può soddisfare il ducatista.

"La Superpole non è andata male. Non bene, ma nemmeno troppo male. Abbiamo conquistato una prima fila, che è sempre importante, ma la gara è stata completamente diversa - ha detto Scott dopo la corsa -. Cioè, non è stata diversa, è stata esattamente come tutte le sessioni di prove precedenti: nessun grip con la gomma anteriore e niente feeling. Questo è quanto. Ho faticato per 21 giri. Ho spinto tanto, mi sono preso un paio di spaventi e ho pensato che non valesse la pena cadere".

"Ho provato a rallentare un pochino, ma la situazione è rimasta la stessa e ho rischiato lo stesso di cadere - ha continuato -. Oggi si è trattato di sopravvivere e restare in sella. Non è stata sicuramente una gara in cui potevo spingere per fare il risultato. E ciò mi ha deluso un po'. È un peccato perché le altre Ducati sembrano andare decisamente meglio di tutti gli altri. Non so perché ma qui, al primo giro, quando ero dietro e ho allargato per vedere il grip che aveva Rinaldi, lui stava passando tutti ovunque e in qualunque modo. Ha dato gas e se n'è andato. Forse aveva solo un ottimo set-up su questa pista, ma c'era una bella differenza, pur avendo la stessa gomma posteriore. È strano, ma possiamo solo tornare indietro e provare a vedere di risolvere il problema che abbiamo con la moto, perché è la stessa cosa che abbiamo visto ad Aragon. Stiamo girando in tondo, senza trovare una via per migliorare".

Quanto conta la statura?


Visti i risultati ottenuti con Bautista prima, e con Rinaldi poi, viene da chiedersi se la Panigale V4R sia una moto fatta per i piloti di corporatura minuta. Una tesi che Redding sposa solo in parte.

"Credo che l'abbiano sviluppata con Chaz che è di statura maggiore", ci ha tenuto a puntualizzare il britannico spiegando la sua impressione. "Forse i piloti più minuti hanno maggior vantaggio in queste condizioni. Quando c'è poca aderenza o fatichi con l'anteriore, non vorresti avere 20 kg in più su quella gomma. Forse è qui la differenza, che loro riescono a frenare con meno forza e meno stress e fare meglio le curve. Se non riesci a fermarti, quando arrivi in curva chiedi troppo alla gomma che scivola, vai fuori traiettoria e perdi due decimi. Quando vado largo in Curva 4, perdo due decimi per questa ragione. È questo il problema".

Una situazione difficile da migliorare. "Provi ad aggirare il problema, ma se guidi un po' più tranquillo il tuo tempo è più lento, e se invece arrivi un po' più veloce, rischi di cadere. Michael è sembrato essere molto a suo agio. Jonathan ha faticato un pochino. Toprak non è andato male, ma per lui non è stato semplice. Vedremo domani. Io ho fatto un paio di giri buoni, ma fatico a essere costante. Non penso a spingere, ma a non cadere, perché non mi sento bene sulla moto. Se scivolo per tutto il tempo, non posso spingere. Non ha senso. Non sono agitato o arrabbiato con me stesso o la squadra. Ho fatto ciò che potevo", ha aggiunto.

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Il futuro è lontano, il problema è adesso


Dopo il passaggio di Dall'Igna dal box Ducati, il futuro potrebbe essere più roseo per Scott? Forse, ma di sicuro non nell'immediato. "Ieri ho parlato con Gigi delle aree in cui dobbiamo migliorare e di come mi sento - ha raccontato il #45 -. È stato bello fare una chiacchierata faccia a faccia, perché non lo vedo molto spesso, ma non ci aiuta in questo momento. E il problema è adesso. La situazione è molto simile a quella che ho vissuto ad Aragon. Rinaldi l'anno scorso, ad Aragon, era stato molto veloce, quest'anno non aveva fiducia o non era a suo agio, non lo so. Ma io mi sento proprio come in Aragona e lui qui, proprio come ad Aragon, è stato veloce sin dal primo giorno. L'unico momento in cui riesco a essere veloce è in qualifica, dove sfrutto il grip posteriore. Abbiamo provato un sacco di cose, ma è difficile, perché continuiamo a girare intorno al problema. Pensavo che qui saremmo riusciti a ottenere dei risultati, invece sto faticando.

"In Ducati vogliono vincere, vogliono portare avanti il lavoro e lo sviluppo, ma dobbiamo vedere se il futuro sarà con me o senza di me - ha aggiunto -. Sicuramente vorrei restare con loro e vincere il campionato. Devono cambiare alcune cose e credo l'abbiano capito, ma abbiamo bisogno di cose che possiamo provare adesso".

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