In casa Yamaha il weekend di Misano ha assunto un dolce sapore grazie a Toprak Razgatlioglu, ma non solo. In riviera infatti anche un altro pilota in blu ha mostrato interessanti segnali di crescita, nonostante alcune difficoltà, ossia Andrea Locatelli, che nella domenica sera di Misano avrebbe tranquillamente potuto giocare il numero nove su una qualsiasi ruota del lotto.

Questo perché le tre gare sul circuito dedicato a Marco Simoncelli gli hanno regalato tre none piazze, che possono essere lette in tanti modi diversi. Ragionando superficialmente potrebbero sembrare piazzamenti deludenti, specie se confrontati a quelli del più esperto e blasonato compagno di team, ma scavando più a fondo le percezioni possono cambiare.

Crescita progressiva


Un importante fattore da tenere in considerazione ad esempio è il grande caldo, da sempre nemico delle Yamaha, che ha spesso impedito anche al già citato Toprak di brillare. Locatelli dal canto suo deve ovviamente fare i conti con una minore esperienza in sella alla R1, con un conseguente aumento delle difficoltà legate appunto al caldo. Difficoltà però ridotte già dal sabato alla domenica, come dimostra il secondo in meno incassato dalla vetta in Gara 2 rispetto a Gara 1, nonostante un leggero aumento delle temperature.

Allargando l’analisi legata al Loka e prendendo in considerazione i tre round disputati finora, i responsi non possono che essere positivi. Dopo un primo weekend incolore ad Aragon le prestazioni di Andrea sono subito migliorate ad Estoril, il primo tracciato dove Yamaha poteva aspirare ad attaccare, e nel quale Locatelli ha centrato la sua prima top five, chiudendo Gara 2 in quinta piazza.

Il weekend di Misano può dunque essere letto come un altro importante passo in avanti in termini di esperienza, ed anche di morale, dato che piazzamenti in top non sono certamente un risultato da giudicare con disprezzo. Il potenziale del numero 55 è senza dubbio alto, come ampiamente dimostrato in Supersport, dove la sua cavalcata resterà negli annali, e come già in parte dimostrato in Superbike. Insomma, il futuro può parlare bergamasco, basta solo attendere con pazienza. Rinaldi docet.

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