Il doppio successo di Donington lancia il pilota turco in vetta alla classifica del Mondiale. I due punti di vantaggio su Jonathan Rea sono alquanto poco significativi in ottica iridata, ma sanciscono l’inizio di una rivalità che sembra destinata a durare per tutto il resto della stagione.

Il pilota Yamaha è ormai sbocciato e, con Redding in palese difficoltà, si candida a vero ed unico “anti-Rea”, con l’intento di spezzare un dominio che dura ormai da 6 stagioni. I 9 podi e le 3 vittorie di quest’anno hanno fatto drizzare le antenne di tutti i piloti (compreso Jonathan Rea), che adesso vedono in Razgatlioglu , il rivale numero uno in grado di contrastare il pilota inglese.

Dal 2018 in Superbike, adesso punta al trono di Rea


Il 24enne turco è sicuramente l’uomo del momento in Superbike e non solo: i risultati raggiunti nelle ultime gare hanno attirato le attenzioni anche della MotoGP, che con Yamaha, lo aveva già puntato, salvo poi rinnovare nelle derivate di serie. In ogni caso, la strada verso i prototipi sembra esser nel destino del pilota turco che potrebbe cambiare visione delle cose qualora dovesse vincere il mondiale. Approdato nel 2018 in Superbike, Razgatlioglu ha da subito impressionato per le sue caratteristiche di guida, aggressivo ma pulito quando la pista lo richiede.

In quell’anno ha conquistato subito il primo podio, in Argentina, che ha fatto capire a tutto il paddock le qualità del giovane pilota. L’anno dopo sono arrivate le prime vittorie (primo ed unico pilota turco ad aver vinto in Superbike) con il Team Puccetti Kawasaki, per poi passare nel 2020 al team Pata Yamaha, dove ai trionfi si è aggiunta una costanza in grado di spostare l’obiettivo al titolo iridato.

Rea sente la pressione di Razgatlioglu ?


Razgatlioglu sembra dunque essere il pilota più accreditato per sottrarre lo scettro al fenomeno della Kawasaki, visto che la costanza di risultati e gli exploit del turco non sono stati al momento replicati dal vice-campione del mondo della scorsa stagione, Scott Redding, terzo in classifica, seppur distante dalla vetta di 66 punti. Dal canto suo, Rea non starà certamente a guardare, come lui stesso ha dichiarato, la velocità della moto è evidente e la battuta d’arresto di Donington sono state frutto di un errore. Il 6 volte iridato si è già trovato di fronte a numerosi rivali, tutti battuti dopo fasi di relativo equilibrio.

Nel 2015 Rea ebbe la meglio su Chaz Davies, vincendo 14 gare contro le 5 del pilota Ducati, un dominio più sottile l’anno successivo quando il titolo arrivò davanti al compagno di squadra Tom Sykes, con 5 successi per quest’ultimo e 9 per il campione del mondo. Il momento di maggior incertezza ci fu nel 2019, quando Alvaro Bautista sorprese tutti vincendo le prime 9 manche del campionato, con Rea incredibilmente sempre secondo. Equilibrio poi spezzato nella seconda parte di campionato con Rea che scappò in fuga cogliendo ben 17 vittorie.

Più volte nella sua straordinaria carriera il pilota inglese si è dovuto difendere dagli attacchi al suo trono iridato, eppure la sensazione è che quest’anno il duello possa durare fino alla fine. Gli equilibri che negli ultimi anni si erano consolidati sono leggermente cambiati, la Yamaha è cresciuta tanto e adesso si è affermata come antagonista principale della Kawasaki, mentre la Ducati vive di alti e bassi, come lo stesso Redding ha esplicitamente dichiarato. Un equilibrio diverso dunque, di cui a giovarne sarà, in qualunque caso, lo spettacolo. 

SBK, Toprak Razgatlioglu leader della classifica